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Guglielmo Letteri Italia

disegnatore

11 Gennaio 1926 - Roma

2 Febbraio 2006 - Roma

Nato a Roma l’11 gennaio 1926, dal 1939 al 1943 vive in Albania, dove il padre è titolare di un’impresa militare. Rientrato in Italia, si stabilisce dapprima a Venezia, poi a Roma, dove consegue il Diploma di Maturità Classica e s’iscrive alla Facoltà di Ingegneria, che frequenta per circa tre anni.

Tra il 1945 e il 1947 suona la chitarra nel gruppo jazz Crystal Trio, insieme a Carletto Loffredo e a Umberto Cesari, e si esibisce alla radio e per le forze armate americane in Europa. Nel 1948 si trasferisce in Argentina, dove, grazie al fondamentale incontro con il disegnatore Athos Cozzi, la passione per la musica lascia il campo a quella per il fumetto. Dall’anno successivo collabora con l’Editorial Columba e l’Editorial Abril, quest’ultima proprietà dell’italiano Cesare Civita, trasferitosi nel paese sudamericano alla fine degli anni Trenta dopo l’emanazione delle leggi razziali.
Durante la permanenza nel paese sudamericano Letteri entra in contatto con un nutrito gruppo di connazionali sbarcati nello stesso periodo a Buenos Aires. I loro nomi sono Hugo Pratt, Alberto Ongaro, Sergio Tarquinio, Mario Faustinelli e Ivo Pavone e sono gli artefici di un momento creativo fondamentale nell’evoluzione della historieta, il fumetto argentino.
Spirito inquieto, dopo qualche anno Letteri abbandona l’Argentina e viaggia per mezzo mondo facendo lunghe soste a Las Palmas de Gran Canaria, a Lisbona e infine a Londra, dove, dal 1958, collabora alla collana Love Story Library edita da Fleetway Publications.

Dopo un nuovo soggiorno in America Latina, nel 1963, il disegnatore romano rientra in Italia e l’anno successivo approda a Tex, esordendo con la storia “Agguato tra le rocce”, una delle ultime pubblicate nel formato a striscia. È lo stesso Sergio Bonelli a raccontare: “Quello che si era cercato di fare, a partire dai modi grafici di Galep, prima dell’arrivo di Letteri, era stato creare una sorta di scuola, che evitasse a Tex bruschi sbalzi figurativi da un’avventura all’altra. Disegnatori come Francesco Gamba, Mario Uggeri e Virgilio Muzzi si alternano così ad Aurelio, nel realizzare chi gli sfondi, chi i personaggi, chi le matite, chi le chine. L’unica regola è che le facce dei personaggi siano sempre affidate al creatore della serie. In realtà, il pericolo è quello di mettere insieme una serie di freddi imitatori, con il risultato, da un lato, di ottenere una resa visiva mediocre e, dall’altro, di mortificare coloro che devono rifarsi al disegno di Galleppini. Facendo quindi affidamento sulla maturità del lettore, e vedendo che il personaggio ha ormai acquistato una sua stabilità editoriale, decido di alternare alla mano di Galep quella di altri disegnatori che, però, per reggere il confronto, devono essere altrettanto talentuosi. E il primo di una lista destinata in futuro ad allungarsi è proprio Guglielmo Letteri, dal tratto dotato di un netto, elegante bianco e nero. L’ideale per le storie misteriose e fantastiche che mio padre gli proporrà d’abitudine”.

Da quel momento le avventure del ranger texano assorbono completamente Letteri, con la sola esclusione di un episodio di Rick Master, scritto da Gian Luigi Bonelli e pubblicato nella COLLANA RODEO nel 1968. Riguardo a Tex, nel 1965, Letteri crea graficamente il personaggio di El Morisco, uno studioso di scienze occulte di origine egiziana che accompagna il protagonista nella maggior parte delle sue avventure dalle sfumature fantastiche. Nel 1991, su testi di Giancarlo Berardi, Letteri illustra le oltre trecento tavole che compongono “Oklahoma!”, storia pubblicata nel primo MAXI TEX.

È il 1998 quando, nel corso dell’edizione autunnale di Lucca Comics & Games gli sono dedicati una mostra e un catalogo dal titolo "Guglielmo Letteri e Tex". L’evento si trasforma in una rara occasione in cui il riservato disegnatore vince la propria ritrosia e si concede a fan e giornalisti.
La morte coglie Guglielmo Letteri il 2 febbraio 2006, mentre lavora a “Il veleno del cobra”, lungo episodio di Tex ultimato da Raffaele Della Monica e pubblicato nell’ottobre di quell’anno su MAXI TEX 2006.

Davide Castellazzi
Creazione scheda: zak, 14/12/2021
Ultima modifica: zak, 14/12/2021