GUIDA AL FUMETTO   PERSONE   Terenghi Antonio

Antonio Terenghi Italia

autore unico, disegnatore

31 Ottobre 1921 - Alano di Piave, Italia

26 Ottobre 2014 - Milano, Italia

Nel 1932 un giovanissimo Antonio Terenghi rimane folgorato dalle pagine dell’inserto domenicale a fumetti del CHICAGO TRIBUNE, in particolare dal personaggio Pete the Tramp di Clarence D. Russell. Si imbatte nella striscia in modo inusuale: lavorando presso un fruttivendolo aggiunge la merce in cartocci di carta realizzati con la carta di giornali americani regalati al fruttivendolo da un ricco cliente straniero. Così decide che quello del fumettista è il lavoro che vuole fare nella vita e realizza alcune storie di Scansafatiche, un personaggio che ricorda quello di Russell. Si rivolge alla Casa editrice Edital, che non gli compra le tavole ma lo assume part time con il ruolo di fattorino, calligrafo e piantone. Qui conosce alcuni tra i più importanti autori del fumetto e dell’illustrazione del tempo, tra cui Gino Boccasile, Alberto Vargas, i fratelli Carlo e Vittorio Cossio e Gian Luigi Bonelli. In redazione Terenghi diventa sempre più factotum, assumendo anche i ruoli di caporedattore e disegnatore-impaginatore. Infine esordisce come disegnatore di fumetti con il suo Scansafatiche su IL GIORNALINO DEI BAMBINI. Riesce a collaborare anche con la DOMENICA DEL CORRIERE e col CORRIERE DEI PICCOLI. Nel gennaio del 1941 viene però chiamato alle armi come bersagliere. Inviato all’estero, è fatto prigioniero dagli inglesi. Da detenuto riesce comunque a leggere e disegnare, affinando background culturale e umorismo. Rientra in patria al termine del conflitto e riprende la sua attività di calligrafo. Ma i fumetti continuano a chiamarlo e nel 1952 pubblica sulla testata GAIE FANTASIE dell’Editrice Alpe i personaggi Poldo & Poldino. Inoltre, avvia una lunga e fortunata collaborazione con la Casa Editrice Universo. I personaggi creati dalla sua fantasia sono numerosi, da Ademaro il corsaro a Gastone il pigrone, da Nuto l’astuto a Nita la svampita. Quello che però incontra da subito il maggiore gradimento dei lettori è lo sceriffo Pedrito el Drito.
È il 1952 quando Pedrito El Drito fa la sua prima apparizione sulla testata ROCKY RIDER della casa editrice Universo. Il personaggio deve ancora essere “svezzato” affinché diventi la versione definitiva che conosciamo oggi, ma le linee di fondo sono già evidenti, come evidente è il fatto che si tratta di una parodia del genere western, o meglio di una reinterpretazione italiana dello stesso. Non è scorretto catalogare Pedrito come il primo spaghetti western, creato quasi dieci anni prima che il genere spopoli nei cinema italiani. Poiché il successo arride al baffuto sceriffo, altri personaggi terenghiani cominciano a cavalcare nelle sterminate praterie del Nord America. Come il piccolo indiano Caribù, che spesso collabora con le giubbe rosse canadesi, il messicanino Geo Sombrero, e un altro sceriffo, il bonaccione Rio Mendoza. I topoi dell’avventura di frontiera ci sono tutti: fortini, fuorilegge, sbronze colossali, rivolte indiane, cacce ai banditi, assalti alla diligenza, vecchietti pestiferi e via dicendo, solo che qui fanno tutti ridere. Non c’è solo il West tra gli scenari di Antonio Terenghi. A contendere a Pedrito il ruolo di personaggio più famoso del terenghiverse vi è infatti Tarzanetto, un tarzanide che appare per la prima volta 1952, quando viene pubblicato in qualità di gregario sulla testata CHICCHIRICHÌ. È solo il primo passo di un lungo cammino editoriale durante il quale non solo si guadagna albi regolari di cui è titolare, ma appare anche su prestigiosi magazine come il CORRIERE DEI PICCOLI, che lo ospita nel 1972.
Col tempo il numero di “figli” di carta di Terenghi aumenta, per esempio col giornalista di cronaca Teddy Sberla (reporter del Singhiozzo della Sera) e con Piccola Eva. Quest’ultima in realtà nasce negli Stati Uniti nel 1952 e la testata IL MONELLO ne traduce tutta la serie in Italia, ma quando finiscono le scorte di materiale originale viene chiamato proprio Terenghi a proseguirne le gesta producendo direttamente in Italia le nuove storie.
Le edizioni Alpe rappresentano, assieme alla Universo, la realtà
editoriale che ha dato maggiore spazio alle numerose creazioni
del prolifico Terenghi. Oltre ai personaggi d’esordio già citati, Poldo e Poldino, sulle testate di questo editore trovano spazio Caribù, Gionni e Geppina (una curiosa jeep umanizzata) e Mac Keron. Terenghi si specializza inoltre nella creazione di personaggi-bambini di diverse nazionalità, come Lilly, Trufolino Testadura, il cinese Din-Du-La e l’africano Ulalà.
Dopo decenni di carriera quasi esclusivamente dedicata al fumetto, nel 1980 si cimenta anche nella realizzazione della parte grafica di alcune trasmissioni culturali per bambini per la RAI. Negli anni Novanta, nel corso dello sfortunato tentativo di riportare in edicola il personaggio TIRAMOLLA in una testata autonoma, in appendice all’albo si rivedono alcuni classici dell’autore come Teddy Sberla, Caribù e Mac Keron. Inoltre, avvia collaborazioni col settimanale TV SORRISI & CANZONI e il mensile TOPO GIGIO.
Il nuovo millennio lo vede ancora attivo e desideroso di raccontare le sue storie: nel 2001 illustra il racconto per bambini di Lucia Spezzano dal titolo “L’orsetto Tuttovaben e la gallina Scopaviola” delle Edizioni Leprotto. Collabora anche con la testata LUPO ALBERTO e per Mondadori illustra un libro di Andrea G. Pinketts.
L’unica collaborazione con la Sergio Bonelli Editore è ancora una volta legata al West, e ruota sempre attorno a Pedrito. Nel 2000 il personaggio viene ospitato, con un lunga storia autoconclusiva, all’interno della collana I GRANDI COMICI DEL FUMETTO, per i testi di Alfredo Castelli.
Creazione scheda: DC, 23/01/2021
Ultima modifica: DC, 23/01/2021