Paperone / Uncle Scrooge McDuck USA, 15 Dicembre 1947

Zio Paperone, Paperon de' Paperoni, Zione

Carl Barks, autore unico

La figura ricorrente dello “zio ricco”, nota ai cultori del cinema americano, si carica di valenze inedite quando il cartoonist Carl Barks la applica alla famiglia dei Paperi. Nel farlo, Barks trae ispirazione dalla striscia a fumetti “The Gumps”, creata nel 1917 da Sidney Smith, dove al protagonista Andy Gump si affianca il ricchissimo zio australiano Uncle Bim. Altrettanto significativo per Barks è il modello dell’avaro: l’acido personaggio di Ebenezer Scrooge ideato da Charles Dickens per il racconto “Un canto di Natale”. Barks ne prende in prestito il nome per assegnarlo allo zio di Paperino e battezzarlo Scrooge McDuck, che da noi diventerà Paperon de’ Paperoni. Nella storia d’esordio, “Donald Duck’s Christmas on Bear Mountain” (“Il Natale di Paperino sul Monte Orso”), uscita sul n. 178 di “Four Color Comics” del dicembre 1947, Paperone rivela apertamente la sua origine scozzese, in linea con il luogo comune che descrive la Scozia come la terra dei risparmiatori più accaniti.
Claudicante e reumatico, accudito dal “badante” Firmino (Edgerton), Paperon de’ Paperoni viene, in seguito, sottoposto da Barks a una cura di ringiovanimento che lo rende più agile e reattivo, meno acido, più simpatico ai lettori e al suo stesso autore. Dalla sua austera mansion, sempre più spesso lo si vedrà abitare nel gigantesco Deposito di denaro sito sulla collina Ammazzamotori (Killmotor Hill) che domina simbolicamente la città. Benché possieda svariate ville, Paperone preferisce occupare un numero esiguo di stanze, nelle quali convive, soprattutto nelle storie realizzate in Italia, insieme al maggiordomo tuttofare Battista.
Dopo qualche rapida incursione nelle avventure di Paperino, nel 1951 il ricchissimo Papero è insignito della collana di albi a fumetti “Uncle $crooge”, con il simbolo del dollaro promosso a iniziale del nome. Qui, Barks svilupperà il suo corpus narrativo più originale, dove PAPERINO, PAPERINA e QUI QUO e QUA, insieme ad altri personaggi secondari, vivranno in funzione del loro anziano zio. Storia dopo storia, Paperone conoscerà nuovi antagonisti e minacciosi figuri. Comparirà la “stanza delle preoccupazioni”, verranno scoperti straordinari popoli come i Terremotari, gli Indiani Paperuti, i Micropaperi alieni, i Paperi-sireni, i selvaggi dell’asteroide roccioso. Con la storia “Zio Paperone e la Banda Bassotti”, insieme ai cani antropomorfi, è introdotta anche la mitica Numero Uno, una moneta da dieci centesimi di dollaro, i primi soldi guadagnati da Paperone a 10 anni, lavorando come lustrascarpe a Glasgow e che ha ricevuto, per interposta persona, da un turista americano: il padre del futuro rivale JOHN ROCKERDUCK. Creato anch’esso da Barks, ROCKERDUCK è solo uno dei nuovi avversari di Zio Paperone. Oltre alla seducente fattucchiera vesuviana AMELIA (Magica DeSpell), si fanno avanti anche il borioso texano Cornolungo Erbalta (Longhorn Tallgrass), il facoltosissimo Papero africano CUORDIPIETRA FAMEDORO (Flintheart Glomgold), il truffaldino pig villain Porcello de Lardo (Porkman de Lardo) e tutte le sue controfigure con il muso da grifagno cinghialotto. In seguito, la scuola italiana affiancherà a Paperone anche il traffichino ambizioso ma fallace FILO SGANGA e l’insidiosa pretendente BRIGITTA MC BRIDGE.
Da quando la casa editrice che ne pubblica le avventure sui comic book registra l’alto gradimento dei lettori per il personaggio, Paperone diviene “patrimonio comune” degli autori Disney. Nel 1951, un impellicciato Uncle Scrooge avanza all’interno di una parata di eroi disneyani, ottenendo l’onore della copertina. Per mano dell’art director della Western, Carl Buettner, è raffigurato sul numero 2 dell’albo gigante “Vacation Parade”, dove lancia monete e banconote a mo’ di coriandoli.
Bisognerà attendere il marzo 1952 affinché Barks promuova Paperone su una copertina, segnatamente quella di “Four Color” n. 386, con l’avventura “Uncle $crooge in Only a Poor Old Man” (“Zio Paperone e la disfida dei dollari”). Due mesi dopo, eccolo su “Walt Disney’s Comics and Stories” (n. 140) in un’illustrazione che, trasposta in Italia, inaugurerà sulle copertine di TOPOLINO la presenza del Vecchio Cilindro (così lo chiamano a Paperopoli). Il debutto avviene sul n. 61 del 25 febbraio 1953. Nelle storie, dopo appena quindici significative apparizioni per mano di Barks e un’altra decina dovuta a colleghi americani come Paul Murry, Bob Moore e Riley Thompson, tocca allo sceneggiatore Guido Martina ritagliare per Paperone un ruolo di rilievo. Lo fa, dando sfogo alla sua vena visionaria, nella storia “Topolino nella Valle dell’Incanto”, che debutta su TOPOLINO n. 44 del 10 giugno 1952.
Affinché il nome italico di Uncle Scrooge campeggi nel titolo di un’avventura made in Italy, dovremo attendere “Le miniere di re... Paperone”, prima avventura disneyana frutto della collaborazione fra Luciano Bottaro e Carlo Chendi, che esce sul trentanovesimo ALBO D’ORO della nuova serie, il 26 settembre 1954. Nel frattempo, però, Paperone è già stato disegnato anche da Romano Scarpa in una serie di tavole che raccordano fra loro le avventure dell’ALMANACCO TOPOLINO natalizio del ’53. Come nella “Valle dell’Incanto” e a differenza delle storie americane, nelle tavole dell’ALMANACCO TOPOLINO del 1953, Paperone non vive nel suo maniero, in un deposito o in un grattacielo del centro di Paperopoli, ma in un favoloso castello vagamente gotico, con tanto di fossato e ponte levatoio. Negli anni seguenti, Romano Scarpa darà con Paperone ben altre prove grafiche e narrative, in storie come “Paperino e la leggenda dello Scozzese Volante” (1957), o in “Paperino e la «Fondazione de’ Paperoni»” (1958).
Ben presto, anche al di fuori dell’ambito dei fumetti, Paperone comincia a suscitare interesse. Nascono libri illustrati che ne raccontano le gesta, si creano pupazzi a sua immagine, si studia il modo per lanciarlo sul grande schermo. Ken Peterson, capo del reparto soggetti negli Studi Disney, nel 1955 progetta un film animato che però non supera la fase di storyboard: un personaggio così strettamente collegato all’accumulo del denaro non sembra abbastanza divertente. Lo spessore conquistato da Paperone all’interno della Banda Disney viene comunque riconosciuto negli anni Cinquanta al momento di lanciare un programma TV che si rivelerà un grande successo. È “The Mickey Mouse Club”, che diffonderà le note della “Marcia di Topolino” a partire dal 3 ottobre 1955 dal network Abc. Più tardi, quel programma sarà venduto, con qualche piccolo adattamento, in tutto il resto del mondo, compresa l’Italia, che lo ospiterà nel 1961 sul primo, e al momento unico canale della Rai. Un Paperone vestito con una camicetta rossa, dalle dimensioni ridotte per esigenze registiche, fa una fulminante apparizione di 35 fotogrammi nella sigla di testa. Come una sorta di pupazzo a molla, Zio Paperone schizza fuori a sorpresa dalla tuba malandata di EZECHIELE LUPO, facendosi scoperchiare a sua volta il cilindro da ABNER, il topo di campagna protagonista della Silly Symphony “The Country Cousin”, seguito a ruota dal GRILLO di PINOCCHIO.
Dovremo attendere il 1967 e il mediometraggio didattico “Scrooge McDuck and Money” per veder recitare sul serio Paperone, completamente riveduto nel look dallo staff facente capo a Hamilton Luske. La voce, con un appropriato accento scozzese, gli è fornita da Bill Thompson. In seguito, dopo la memorabile interpretazione di Ebenezer Scrooge nel “Canto di Natale di Topolino” (“Mickey’s Christmas Carol”, 1983, con la voce di Alan Young), Paperone viene scelto come fulcro del serial TV "DuckTales", che esordisce negli Stati Uniti nell’87 con un episodio pilota, per proseguire per quattro stagioni con la bellezza di ottantanove puntate.

Carta d’identità
Nome originale: Uncle Scrooge McDuck
Autore: Carl Barks
Storia a fumetti d’esordio: “Il Natale di Paperino sul Monte Orso”, su TOPOLINO (giornale) nn. 667-684 (“Donald Duck’s Christmas on Bear Mountain”, su “Four Color” n. 178 del dicembre 1947)
Disegno animato d’esordio: sigla animata dello show TV “Il Club di Topolino” (“The Mickey Mouse Club”), trasmessa per la prima volta sulla rete televisiva Abc il 3 ottobre 1955
Luogo e data di nascita (per l’anagrafe): Glasgow, anno 1867
Stato civile: scapolo
Genitori: Piumina O’Drake (Downy O’Drake) e Fergus De’ Paperoni (Fergus “Old Scotty” McDuck)
Parenti conosciuti: oltre a una schiera di nipoti, le sorelle Matilda e Ortensia (Hortense); il fratello Gedeone (Gideon McDuck); il prodigo cugino Cirillo de’ Paperoni (Cyril McDuck); gli zii Anacleto, Anastasio, Anatrone de’ Paperoni - detto anche Jake - (Jake McDuck), e Angus “Manibuche” (Angus “Pothole” McDuck)
Domicilio: il Deposito (Money Bin) sito sulla Collina Ammazzamotori (Killmotor Hill). Possiede inoltre moltissimi edifici: il McDuck Building e l’antica residenza di Monte Orso (Bear Mountain)
Segni particolari: avaro, cosmopolita, poliglotta
Segni particolarissimi: è il Papero più ricco del mondo
Attività: lustrascarpe, fuochista, boscaiolo, mozzo, cercatore d’oro e diamanti, proprietario terriero, finanziere, industriale
e commerciante di portata galattica
Albo a fumetti personale: “Uncle $crooge”, edito negli Stati Uniti dalla Western Printing and Lithographing Co. a partire dal 1951
Primo periodico italiano a suo nome: ZIO PAPERONE, pubblicato mensilmente a partire dal dicembre 1987
Primo volume a fumetti a lui dedicato: “Il miliardo”, nella collana “I classici di Walt Disney”, uscito nel luglio 1961
Primo libro non specificamente per ragazzi: “Vita e dollari di Paperon de’ Paperoni”, n. 170 della collana “Gli Oscar Mondadori”, agosto 1968
Prima (auto)biografia: “I pensieri di Paperone”, scritta da Guido Martina e illustrata da Giovan Battista Carpi (Mondadori, 1973)
Frase famosa: “Mi piace tuffarmi nel denaro come un pesce baleno! E scavarci delle gallerie come una talpa! E gettarmelo in testa come una doccia!”
Articolo di Luca Boschi tratto dalla collana TOPOLINO STORY (RCS, 2005).
Creazione scheda: Dea Brusorio, 20/10/2015
Ultima modifica: Dea Brusorio, 20/10/2015