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Codice Editore: PRS

ROBIN HOOD è il coraggioso arciere che vive nella foresta di Sherwood insieme alla sua banda di fuorilegge. Ruba ai ricchi per dare ai poveri e si oppone al regime tirannico del principe Giovanni, che si è impossessato del trono del re legittimo, Riccardo Cuor di Leone impegnato nelle Crociate in Terra Santa, e del suo vile braccio destro, lo sceriffo di Nottingham. Le sue leggendarie imprese sono diffuse per tradizione orale sin dal 1200, ma sono state raccolte per la prima volta in romanzo da Walter Scott solo nel XIX secolo. Il popolarissimo personaggio è stato portato sullo schermo più volte, sia da attori in carne e ossa, sia nella versione a disegni animati del lungometraggio disneyano datato 1974.
Numerose sono le riduzioni a fumetti della sua storia. Tra queste ricordiamo il ROBIN HOOD di Charles Flanders pubblicato a puntate su TOPOLINO (2), supplemento al TOPOLINO Giornale, a partire dal n. 40 del 1935, proseguito su I TRE PORCELLINI dal n. 26 al n. 38 dell’anno successivo e ristampato su GLI ALBI DEI TRE PORCELLINI (Disney, 1936). Il materiale arrivato dall’America, però, è parziale, si decide di affidare al disegnatore A. M. Nardi il compito di concludere la storia. Esiste poi una versione ideata dal disegnatore Pierre Mouchot, detto Chott, apparsa in 23 albi in lingua francese nel 1947, e pubblicata in Italia dalle Edizioni Giovanni De Leo prima sui quindici albi della serie Fantax presenta ROBIN HOOD (1948), ai quali si rimanda per consultazione, e in seguito su JUMBO COMICS (3) (1954), in appendice a TEDDY TUONO (1957) e nella serie per il circuito delle buste AVVENTURE (3) (1964). Il materiale è poi ristampato negli anni Settanta da Camillo Conti. La Casa Editrice Universo invece pubblica una parte della saga “Robin Hood and Company”, realizzata dai canadesi Ted Mc Call (testi) e Charles Snelgrove (disegni) per il «Toronto Telegram», sui nn. 7/36 (14 febbraio/3 settembre 1938) del settimanale INTREPIDO.
Tra gli autori italiani che si sono misurati con le gesta di ROBIN HOOD ricordiamo Bellavitis (Summer), che reinterpreta in modo originale la leggenda in appendice ad ASSO DI PICCHE (1946); Ugo Matagna, che realizza una serie per CONTASTORIE (La Meridiana, 1946); Raffaele Papparella, che disegna il personaggio per IL VITTORIOSO (A.V.E.) a partire dal 1961; Armando Monasterolo, autore della riduzione a fumetti del film “La leggenda di Robin Hood” con Errol Flinn pubblicata a puntate su L’ALBO DELLA DOMENICA (Taurinia, 1946) e successivamente ristampato nella IV serie di VIAGGI E AVVENTURE (Taurinia, 1948). Il successo della serie spinge Monasterolo a realizzare una continuazione arbitraria della storia, che vede come protagonista l’inedito Robla, figlio dell’arciere, nella serie in quattro albi intitolata appunto IL FIGLIO DI ROBIN HOOD. Sul settimanale IL GIORNALINO della S. Paolo, infine, appaiono ben due versioni del personaggio: la prima realizzata dalla coppia Nizzi-Gavioli (1985), la seconda da Fabio e Stellio Fenzo (1996).
Tornando al materiale di produzione straniera, una versione di ROBIN HOOD targata Fleetway esce su IL VITTORIOSO nn. 1/17 (7 gennaio 1961/28 aprile 1962) e, dal 1961, sul quindicinale ROBIN HOOD della Dardo, a cui si rimanda per consultazione. Sul CORRIERE DEI PICCOLI, nel 1970, compare ROBIN DES BOIS nella versione di Ollivier e Coelho e pubblicata originariamente sulla rivista «Vaillant» (1969/74). A partire dal 1976, invece, Il MESSAGGERO DEI RAGAZZI presenta numerose tavole autoconclusive di ROBIN E LO SCERIFFO (Robin Dubois), contenenti la parodia delle avventure del celebre fuorilegge sceneggiata da De Groot e disegnata da Turk per il settimanale «Tintin».
Il personaggio compare inoltre su I SUPER-COMICI MENSILI (Nerbini, 1950), per opera di Fred Ene (testi) e Louis Zansky (disegni); in appendice a CINEAVVENTURA (3) (Fantera, 1952) con il racconto della giovinezza dell’arciere ispirata al racconto di A. Dumas e firmata da Ferbon; nella Collana GLI ASSI DELL’AUDACIA (Gioggi, 1955) con un episodio di Guido Buzzelli; nella COLLANA DI LIBRI CELEBRI, conosciuta anche come MAGNESIA S. PELLEGRINO (Laboratorio Granelli, 1951), per le matite di Domenico Natoli; nelle raccolte contenute nella COLLANA VERDE (MEC, 1976); ne I CLASSICI A FUMETTI (AMZ, 1977) per la matita di Ramón De La Fuente e sul primo volume della collana LE MERAVIGLIE DELLA LETTERATURA a fumetti (Edizioni Paoline, 1984).
Per quanto riguarda la produzione Disney, il personaggio compare come comprimario in due storie di TOPOLINO, e precisamente “Topolino batte Robin Hood” (ALBI DI TOPOLINO (2) n. 26, 1936) e “Topolino contro Robin Hood” (ALBI D’ORO (2) n. 50, 1947). Nel 1952 Walt Disney realizza un film sull’arciere di Sherwood che prontamente viene trasposto a fumetti in una storia che in Italia esce su TOPOLINO Libretto nn. 58/59 (1963), seguita da episodi a tema libero sui nn. 70, 72, 74. Nel 1974 sempre la Disney realizza il lungometraggio a disegni animati “Robin Hood” con animali nei panni dei protagonisti, che presto viene trasposto a fumetti dando vita a una lunga serie di libri e activity book. Tra tutti citiamo quelli contenuti in COLORA DISNEY (1995) e FILM DISNEY A FUMETTI (1981).
Da segnalare, poi, ROBYNA HOOD, versione femminile del giustiziere e protagonista di una serie erotico-satirica firmata da Franco Nebbia, Pino Giglioli e Marco Rota e pubblicata su ABC (1) (Rizzoli, 1968) e il numero unico dedicato all’eroe che esce come supplemento a GORDON LINK (Dardo, 1991).
L’arciere di Sherwood, infine, compare come comprimario in molte riduzioni a fumetti del romanzo “Ivanhoe” di Waltere Scott. Tra tutte ricordiamo la storia “Il cavaliere nero” disegnata da Petere Jackson e apparsa su IL VITTORIOSO nn. 46/16 (16 novembre 1952/19 aprile 1953); l’albo “Ivanohe” della serie I CLASSICI ILLUSTRATI (Dardo, 1953) e la versione firmata da Mino Milano e Dino Battaglia.

Volumi
Volumi Brossurati
VB1 - ROBIN HOOD - Dardo - n.u. - suppl. a GORDON LINK n. 4 - novembre 1991 - 176 pgg. + cop. - cm 21 x 28 dq - Misto - Lire 12.500. Volume che ristampa materiale tratto dall’edizione del 1961/67.


Creazione scheda: Gianni Bono, 25/04/2015