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Renzo Orrù Italia

disegnatore

24 Marzo 1931 - San Nicolò Gerrei, Cagliari, Italia

Renzo Orrù risiede a Cagliari con la famiglia fino alla fine del secondo conflitto mondiale; intanto comincia a manifestare una certa predisposizione per il disegno che è destinata a maturare nel corso del tempo. Nel 1947 frequenta un corso di illustrazione tenuto dal più noto disegnatore di opere a fumetti dell’epoca, Aurelio Galleppini, da cui apprende anche qualche nozione di tecnica pittorica. Nello stesso anno inizia un rapporto di collaborazione con una casa editrice di Milano, per la realizzazione della storia western "La Grande Corsa".

Negli anni Cinquanta, illustra qualche tavola di cronaca nera a mezza tinta per un periodico locale, "La Sardegna Illustrata", settimanale cagliaritano diretto da Marcello Serra. In questo stesso periodo, con il desiderio di dedicarsi maggiormente alla pittura, frequenta alcuni artisti locali, tra cui Dino Fantini, Pietro Mele, Duilio Pasquinucci, da cui apprende le varie tecniche pittoriche.

Nel 1953 Renzo Orrù inizia il primo vero rapporto con il fumetto, lavorando per la Casa Editrice Arcobaleno del genovese Giovanni De Leo, per il quale lavora a diversi personaggi, creati da De Leo e disegnati da Gallieno Ferri (Fergal). Uno di questi è THUNDER JACK, guardia canadese del nord. Le strisce vengono rese dal disegnatore sardo con un taglio meno cinematografico; Orrù firma anche le copertine di Thunder Jack che, a partire dagli ultimi tre numeri della serie (10, 11 e 12) finisce in appendice alla testata che assume il nome del personaggio TOM TOM. Dall’aprile 1957 al luglio 1958 De Leo e Orrù realizzano una seconda serie, sempre mensile a strisce, composta da quindici numeri delle avventure di Tom Tom.

MASKAR, nato in seguito alla chiusura del francese "Fantax", appare con una prima serie in edicola nel dicembre 1951, firmata De Leo e Ferri, concludendosi con il n. 12 del febbraio 1952. La seconda serie compare nel luglio 1958, ripresentando inzialmente le prime storie disegnate da Ferri, e riproponendone altre inedite di Orrù fino al 1965, prima della versione tascabile anni Sessanta disegnata da altri sardi, Eliseo Locci in primis e poi Mario Follis. In appendice alle testate di Maskar uscite nel 1963 e nel 1964 appare TED TUONO, (poi diventato TEDDY TUONO), sempre di De Leo e Orrù. In quegli anni il disegnatore sardo illustra per l’editore genovese anche qualche fiaba illustrata a colori, tra cui "Cappuccetto Rosso" e "Biancaneve e i sette nani" (quest’ultima rimasta incompiuta).

In seguito Renzo Orrù si trasferisce a Novi Ligure, rimanendovi per qualche tempo. A Milano conosce l’editore Gino Sansoni e sua moglie Angela Giussani per la quale realizza graficamente alcune storie di MACISTE, pubblicate in appendice all’albo BIG BEN (per i testi di Nino Cannata). Dopo questa esperienza rientra in Sardegna da dove collabora con IL VITTORIOSO, che gli affida alcune storie di genere western. Agli inizi degli anni Settanta Orrù lavora per qualche anno con la Panini di Modena, illustrando alcune storie per il periodico "Il Paladino".

Successivamente, collabora con la casa editrice francese Lug di Lione, disegna un numero di LUPO BIANCO per la Edifumetti di Renzo Barbieri e, per lo stesso editore, si occupa anche di alcuni tascabili horror, erotici e di cronaca. Dalla prima metà degli anni Settanta fino al 1979 collabora con l’Editrice Dardo di Milano realizzando una serie di storie di guerra per SUPER EROICA. Dagli anni Ottantai, Orrù si dedica alla pittura, proseguendo la sua collaborazione con l’editore De Leo e occupandosi della pubblicazione amatoriale JUMBO.


Fonti bibliografiche
Bono Gianni, Guida al Fumetto Italiano, 2002/2003, Epierre, Milano.
Origa Graziano, Vigna Bepi, “Orrù”, in L’isola dei Fumetti, 1994, Edizioni d’Arte Lo Scarabeo, Torino.
Creazione scheda: zak, 21/09/2015
Ultima modifica: Gianni Bono, 11/04/2020