GUIDA AL FUMETTO   PERSONE   Nicolò Erio

Erio Nicolò Italia

disegnatore

11 Novembre 1919 - Firenze, Toscana, Italia

27 Febbraio 1983 - Firenze, Toscana, Italia

Dopo aver frequentato la sezione Grafica del Regio Istituto d’Arte, esordisce in ambito editoriale nel 1936 illustrando numerose novelle per ragazzi per il periodico fiorentino “La Scena Illustrata”, diretto da Augusto Chesne Dauphiné. Quattro anni più tardi comincia a dedicarsi ai fumetti grazie a un altro editore della sua città natale, Nerbini. Il debutto avviene sulle pagine de L’AVVENTUROSO, il “grande settimanale d’avventure” per il quale, su testi di Collodi nipote (Paolo Lorenzini), disegna la trasposizione di “Le due orfanelle”, dramma teatrale di Adolphe d’Ennery. È il primo atto di una collaborazione che prosegue per i successivi due anni con “Il serpente nero” ed “Eroismo dei nostri combattenti in Marmarica”, sceneggiati rispettivamente da A.V. Mosca e Lorenzini e da Carlo Batacchi Ortino. Per l’altro settimanale di Nerbini, GIUNGLA!, nel 1941 disegna, invece, “Nel vortice dello spionaggio”, su testi di Emilio Fancelli.
Nel 1942, chiamato alle armi, è costretto a interrompere la propria attività, che potrà riprendere solo nella primavera del 1945 quando, sempre per Nerbini, ripassa a china alcuni episodi originali di CINO E FRANCO e dell’AGENTE SEGRETO X-9 andati perduti durante il conflitto. Nicolò ha così la possibilità di misurarsi con il suo “maestro”, quell’Alex Raymond che con il suo segno ha influenzato un’intera generazione di fumettisti italiani. Tra il 1946 e il 1947, su L’ITALO AMERICANO, settimanale che presenta materiale sia di produzione statunitense sia nostrana, Erio Nicolò disegna “Difendi l’amor mio”, fumetto di genere sentimentale scritto da Maria Laura Segrè. Seguono alcune copertine per GLI ALBI ECONOMICI DEL MISTERO e numerose illustrazioni per LO SCERIFFO DICK PERSON. Sono questi gli ultimi lavori per Nerbini. Infatti, nel 1947, su GLI ALBI DI ENIGMISTICA POPOLARE della concittadina E.P.I. (Edizioni Periodiche Italiane), illustra gli avventurosi “Il Cavaliere Nero” e I”l treno fantasma”. Le due serie proseguono fino al 1948, quando Nicolò entra nello staff della Universo, proprietà dei fratelli Domenico e Alceo Del Duca.
Primo impegno per la casa editrice milanese è la realizzazione grafica di alcuni ALBI DELL’INTREPIDO, che disegna insieme ad Angelo Platania, conosciuto nella redazione della Nerbini e con il quale ha stretto un duraturo sodalizio artistico.
Nel 1949 è la volta di FORZA JOHN!, fortunata serie avventurosa dalle ambientazioni esotiche scritta da Luigi Grecchi. Nicolò è titolare dei disegni fino al 1956, quando è sostituito dalla “Signora del fumetto” Lina Buffolente e, in seguito, da Lino Jeva.
La collaborazione con la Universo prosegue, dal 1952, con IL PRINCIPE DEL SOGNO - CHIOMADORO, serie avventurosa dai toni romantici sceneggiata anch’essa da Grecchi e pubblicata sull’INTREPIDO e, dal 1953, con “Superbone", tavole autoconclusive di genere umoristico ospitate su IL MONELLO, dove trovano collocazione anche i successivi “Karatè il lupo bianco”, un poliziesco con protagonista un cane poliziotto, e “I Laramy della Valle”, ispirato al serial televisivo “Bonanza".
È proprio quest’ultima serie che suggerisce all’editore Sergio Bonelli di proporgli di realizzare le avventure di TEX. L’esordio avviene su COLLANA DEL TEX SERIE XXXIII NEBRASKA n. 1 (6 luglio 1964), intitolato “Dramma nella prateria”, che firma a quattro mani con Aurelio Galleppini, ma solo tre numeri dopo Nicolò abbandona la serie. Vi farà ritorno cinque anni più tardi, nell’agosto 1969, con l’episodio “Pista di morte”, pubblicato su TEX GIGANTE n. 106. In quel lasso di tempo, per il tramite dello Studio Creazioni D’Ami, realizza alcuni fumetti di genere bellico, avventuroso e romantico per il mercato britannico, e il racconto illustrato “Max e Gino”, pubblicato sul CORRIERE DEI PICCOLI nel 1966.
Nel 1969 entra dunque stabilmente nello staff di TEX e, nei successivi quattordici anni, realizza ben 22 episodi della serie, spesso in collaborazione con Galep e, in un’occasione, con Francesco Gamba (TEX n. 247). Il suo segno di matrice “raymondiana”, dall’approccio classico, si trasforma e si fa via via più asciutto e realistico, affine a quello del titolare di testata ma, nonostante questa metamorfosi, il Tex di Nicolò mantiene comunque caratteristiche proprie che lo rendono assai distante da quello, ben più muscolare, realizzato in seguito da altri autori.
Tex è anche l’ultimo personaggio a cui Nicolò presta le proprie capacità grafiche. Il disegnatore muore il 27 febbraio 1983 nella sua casa di Firenze, mentre sta lavorando a “Un mondo perduto”. La storia, completata da Vincenzo Monti, è pubblicata nei numeri 282/283 di TEX.
In un’intervista rilasciata a Marco Zucchi e Marco Migliori, Claudio Nizzi, la cui prima storia texiana fu illustrata da Nicolò, dice del disegnatore toscano: “Sono davvero felice di avere fatto in tempo a scrivere una storia per lui. Nicolò era uno dei miei disegnatori preferiti fin da quando ero ragazzo e leggevo IL PRINCIPE CHIOMADORO e FORZA JOHN!. La sua caratterizzazione di Tex era forse un po’ debole, ma nell’insieme funzionava a meraviglia. E poi, per me, il suo “segno” suscitava antiche e care emozioni”.
Nel 2019, in occasione del centenario della sua nascita, la casa editrice Allagalla gli dedica il volume “L’arte di Erio Nicolò” che vuole essere un tributo e un omaggio, ripercorrendo le tappe di una produzione massiccia, che ha lasciato un segno indelebile su tutti coloro che l'hanno incrociata negli anni.
Creazione scheda: DC, 07/11/2021
Ultima modifica: zak, 18/11/2024