Animal Man USA, 1 Settembre 1965

Dave Wood, testi - Carmine Infantino, disegni

Buddy Baker è stato per più di vent’anni una figura di basso piano nel pantheon degli eroi della DC Comics. Creato nel 1965 sull’antologico “Strange Adventures” n. 180, Animal Man non è in grado di lasciare il segno tra le miriadi di colleghi, e viene presto abbandonato dai suoi creatori. Di certo, nel contesto di una narrazione convenzionale, le origini e i poteri del personaggio (mimo delle abilità degli animali che ha vicino) non potevano non risultare quantomeno bizzarri. Così l’esistenza di Animal Man viene legata a quella degli Eroi Dimenticati (Forgotten Heroes), un team di personaggi recuperati qua e là dalla memoria degli editor DC più onnivori e protagonista a cavallo tra gli anni Settanta e Ottanta di qualche apparizione sulle pagine di “Superman”. Poi, grazie a Grant Morrison e alla sua riscrittura, Animal Man diventa un vero e proprio personaggio di culto, il simbolo del cosiddetto Rinascimento del fumetto americano.
Nel 1988, infatti, la figura di Buddy Baker conquista l'autore scozzese alle prese con la scelta di un protagonista con cui avviare la sua carriera alla DC Comics. Animal Man all'epoca è libero da legami troppo stretti con il fandom dei fumetti di supereroi, piuttosto integralista verso i personaggi più popolari, ed è anche scarsamente caratterizzato. Morrison si sente quindi libero di riplasmare il personaggio, fino ad allora definito quasi unicamente dalle bizzarre origini, raccontate più di vent’anni prima. Nella versione originale, l’esplosione di un misterioso velivolo alieno conferisce a Buddy la facoltà di riprodurre le abilità di tutti gli animali a cui si avvicina, una dote curiosa che gli permette di diventare un paladino della giustizia. In una saga composta da 26 episodi, Morrison aggiunge al background di Animal Man un’intera famigliola e il desiderio di una vita borghese. Ma anche il desiderio di sfondare come supereroe alla disperata ricerca di un proprio spazio nel mondo. Ricominciando da zero la sua carriera di benefattore, Buddy si ricostruisce da solo, in una convincente autoanalisi che lo conduce all’insolito ruolo di eroe animalista. La denuncia sottintesa è nei confronti degli altri supereroi che, oltre alla cortina di facile moralismo, non riescono a immedesimarsi davvero nei problemi della vita reale, del mondo decadente che li circonda.
Continuando a scavare con tale foga nell’anima di Buddy, Morrison se ne scopre motore, demiurgo di un mondo irreale basato sulle proprie emozioni ed empatie. L’incontro tra il creatore e la creatura è inevitabile: quale dei due è costretto da più limiti? Il personaggio, moderno Dorian Gray ingabbiato nella carta, o il suo autore, che alla scrittura deve ogni possibilità di catarsi? Il finale agrodolce ci rivela che, nell’equilibrio tra i due ruoli, a rimanere indietro è forse l’uomo in carne e ossa. In Italia la saga di Morrison è pubblicata per la prima volta nel 1991 sulle pagine della testata contenitore AMERICAN HEROES della Play Press. Nel 2003-04 è riproposta in volumi dalla Magic Press.


Fabio Ghezzi e Fabio Graziano
Creazione scheda: GC, 06/10/2015
Ultima modifica: GC, 06/10/2015