GUIDA AL FUMETTO   PERSONE   Martini Leonello

Leonello Martini - Lionel, Ljonel, Ljonell Martyn, Martyns, J. Forrest King, King Forrest Italia

curatore editoriale, sceneggiatore

16 Marzo 1907 - Bologna, Italia

25 Dicembre 1990 - Milano, Italia

Leonello Martini comincia la sua lunga e articolata attività in campo editoriale nel 1936, scrivendo romanzi rosa per la Casa Editrice Impero dell’editore milanese Umberto Pagani. Autore prolifico, si cimenta anche in altri generi come il giallo e il poliziesco. Suoi sono molti dei romanzi che appaiono nella collana "I Romanzi del Quadrifoglio", come "Il miracolo dell’amore", o nella serie "L’avventura poliziesca", con titoli quali "Il segreto della capanna incendiata" e "La fabbrica dei mostri". Entrambe vengono pubblicate dalle edizioni S.A.D.E.L. di Milano.

Inizia ben presto ad alternare alla scrittura di romanzi le sceneggiature per i fumetti. Il suo esordio in questo settore avviene, sempre per la Impero, con la storia intitolata “La tigre del Mareb”. L’inizio dell’attività nella redazione di una casa editrice avviene invece grazie all’incontro con Gian Luigi Bonelli, che – oltre ad affidargli la sceneggiatura di varie storie a fumetti – lo impiega come redattore per AUDACE. Passa poi alle Edizioni Alpe, divenute per un breve periodo Edizioni Subalpino. Con la casa editrice di Giuseppe Caregaro inizia una collaborazione lunga quasi trent’anni, durante la quale si destreggia tra il ruolo di sceneggiatore e uno nuovo che gli darà grandi soddisfazioni, quello di direttore. Nei primi anni delle Seconda guerra mondiale, l’Alpe edita un gran numero di testate, molte delle quali portano la firma di Martini.

Alle fine del conflitto, rientrato dalla Svizzera dove era riparato, Martini riassume la direzione dell’Alpe. È di questo periodo la ristampa di celebri storie classiche del passato come “Il fiore inaccessibile” scritta da Luciano Pedrocchi e disegnata da Enrico Bagnoli, nonché la realizzazione di nuove avventure come il suo ideale seguito, “Il fiore maledetto”, scritta dallo stesso Martini per i disegni di Lina Buffolente. Con Luciano Pedrocchi, nel 1946, collabora anche alla realizzazione del numero zero di una testata che segnerà il panorama editoriale italiano, il settimanale di fotoromanzi, novelle e attualità BOLERO FILM

Si mette poi in società con Giuseppe Ponzoni, assieme al quale fonda la Casa Editrice Victory, specializzata soprattutto nella pubblicazione dei cosiddetti cineromanzi, surrogato cartaceo del grande schermo ottenuto montando in sequenza fotogrammi tratti da celebri film che, accompagnate da didascalie, ne ricostruivano la trama. Scrive, inoltre, una serie di romanzi basati su trame di film.
I fumetti che realizza come sceneggiatore per la sua casa editrice cominciano, dal 1946 al 1949, con la testata ALBO VICTORY, sulla quale alterna le avventure di MISTERO e di RAGAR, per i disegni di Franco Donatelli e Giovanni De Gaspari. Dal 1947 al 1949, su ALBO VICTORY MIGNON, narra invece le avventure de IL GIUSTIZIERE SCARLATTO (una copia de L’UOMO MASCHERATO) e, dal numero 25, del TEXAS BILL illustrato da Nevio Zeccara. Sono suoi anche i testi di TONY BOY, disegnato da Francesco Pescador, serie che dapprima si sviluppa nello spazio e nel tempo senza che si badi della congruenza logica, salvo poi assestarsi come western e trasformarsi in TONY SCERIFFO.

Il fumetto avventuroso, nei primi anni del dopoguerra, è anche la colonna portante della casa editrice Alpe, con la prosecuzione della avventure di VOLPE E SAETTA e con la pubblicazione di personaggi come CALAMITY JANE, la maliziosa GEY CARIOCA di Max Massimino Garnier (testi) e Paul Campani (disegni) e, a partire dal 1956, PECOS BILL di Cesare Solini e Pietro Gamba (Peter). Da segnalare anche che nel 1948, a Milano, Martini organizza assieme a Roberto Renzi e Giorgio Rebuffi la prima mostra di fumetti in assoluto in Europa. Abbandonato Ponzoni, collabora anche con l’editore Pasquale Giurleo.

I migliori risultati da direttore dell’Alpe, però, Martini li ottiene a partire dal decennio successivo e con il fumetto comico. I personaggi CUCCIOLO e TIRAMOLLA si rivelano infatti punte di diamante della produzione degli anni Cinquanta e Sessanta, nonché il meritato premio a un metodo di lavoro tanto appassionato quanto artigianale, frutto di una redazione formata da sole quattro persone (oltre a Giuseppe Caregaro e Martini, l’impiegata e aiutante amministratrice Teresa Comelli e la redattrice Arnalda Maffi). CUCCIOLO, testa di ponte di questa invasione di animali antropomorfi nati sulla scia del successo di TOPOLINO e amici, è già stato pubblicato dai primi anni Quaranta sulle testate GLI ALBI DI SCIMMIOTTINO, GLI ALBI DELLA FANTASIA e GAIE FANTASIE, ma è solo dal 1952, con la nascita di un mensile a lui intitolato, che si trasforma nel giro di poco tempo nella bandiera della casa editrice. Cucciolo e Tiramolla (quest’ultimo personaggio nasce nel 1952, ma nel giro di un solo anno si guadagna una testata propria) si rivelano per gli autori italiani fondamentali palestre, nelle quali crescono talenti del calibro di Giorgio Rebuffi, Luciano Bottaro, Tiberio Colantuoni, Franco Bonvicini (Bonvi), Claudio Onesti (Clod) e tantissimi altri.

A partire dai tardi anni Cinquanta e soprattutto nel corso dei Sessanta, Martini è anche molto attivo come agente di autori per l’estero, probabilmente il primo in Italia a svolgere il ruolo in maniera costante e professionale. Oltre a vendere i diritti di tantissime serie, ha il merito di far lavorare diversi autori italiani per altri Paesi europei, soprattutto per il mercato francese. Crea in particolare un proficuo rapporto lavorativo con la casa editrice Aventures & Voyages di Madame Bernadette Ratier. Tra i disegnatori che lavorano per la Francia grazie a lui, dal 1958, da ricordare Lina Buffolente, che per la casa editrice transalpina realizza Mosqueton, una lunga saga ambientata durante la rivoluzione francese, i polizieschi Nick reporter e Rouletabille, i western Freccia d’argento e Kociss e il fantascientifico L’uomo di latta. Martini si dedica alla direzione dei periodici della Alpe fino al 1976, anno in cui abbandona la professione.

Fonti bibliografiche
Bono Gianni, Foto di Famiglia “Lionello Martini”, in Tex n. 289, novembre 1984, Editoriale Daim Press, Milano.
Creazione scheda: zak, 28/09/2015
Ultima modifica: GC, 17/11/2017