GUIDA AL FUMETTO   PERSONE   Lavezzolo Andrea

Andrea Lavezzolo - A. Lawson Italia

autore unico

12 Dicembre 1905 - Parigi, Francia

16 Novembre 1981 - Chiavari, Genova, Italia

Nato il 12 dicembre 1905 a Parigi da madre francese e da padre figlio di emigranti liguri, Lavezzolo rientra a Chiavari nel 1913 e abbandona presto gli studi per aiutare economicamente la famiglia. Si impegna in ciò che gli riesce meglio, la scrittura, e nel 1924 esordisce su “Mondo Femminile”, mentre su “Romanzo d’Avventure” il suo primo racconto, nell’ottobre del 1936, dal titolo “L’Idolo cinese”. Scrive novelle e romanzi di vario genere per numerose testate e case editrici, e per tutti gli anni Trenta collabora a diversi periodici 'minori' di narrativa gialla come “L’avventura poliziesca” delle edizioni Sadel o il romanzo “Il cacciatore di teste” (sotto pseudonimo di A. Lawitz) pubblicato nel 1937 dalla casa Editrice Moderna di Cino Del Duca.
Nel 1940 realizza la prima sceneggiatura a fumetti per SALADINO. Nello stesso anno scrive alcune storie del pugile italo-americano DICK FULMINE, creato da Vincenzo Baggioli e dal disegnatore Carlo Cossio. Il personaggio, che ricorda il campione mondiale Primo Carnera, gli tornerà utile qualche anno dopo, nella creazione del primo eroe a fumetti totalmente suo.

Nel frattempo, nel 1943, la Casa Editrice Carroccio pubblica, all’interno della collana ROMANTICA AVVENTUROSA, il suo romanzo “Inferno nero”. Si tratta di una storia di mistero e avventura nella quale spiccano l’italiano Franco Spada, l’amico Wuang-Si, l’affascinante e misteriosa Lao-San, lo scienziato spagnolo José Errera, il russo Borouschkine e il Cobra, Ah Chow, il cui spirito, preda dell’oppio, vaga staccato dal corpo.
L’attività di romanziere sarebbe proseguita a lungo parallela a quella di fumettista, arricchendosi negli anni di romanzi e racconti appartenenti ai generi più diversi.

Nel 1946 per l’editore Costelli scrive un giallo dal titolo “Battaglie sui Grattacieli” con lo pseudonimo di Lucio Nicolini, chiaro riferimento alla moglie che si chiamava Lucia Nicolini. Usa lo pseudonimo Andrew Lawson anche per il racconto “5.000 dollari di taglia” pubblicato sul n. 3 dell’ottobre 1949 della COLLANA RANCH delle Edizioni Dardo.
Tornando ai fumetti, sempre nel 1946, per le Edizioni Juventus, crea la serie GIM TORO, affidata alle matite di Edgardo Dell’Acqua. Si tratta di un altro italo-americano, questa volta somigliante all’attore Tyron Power, impegnato nel combattere i traffici illeciti di un’organizzazione cinese che ha costruito una vera e propria Chinatown sotterranea a San Francisco. Il personaggio è pubblicato fino al 1959, mentre a Dell’Acqua si affiancano Giuseppe Perego, Antonio Canale, Angelo Saccarello e Giuseppe Cappadonia. Grazie alle loro matite, Gim insieme a due amici, il forte Bourianakis e l’agile e intelligente Kid, affronta la temibile gang Hong del Dragone. All’inizio la serie non sembra ottenere successo, tanto che lo sceneggiatore cambia registro e inventa una gang di rapinatori che agiscono sui mari, la Banda Subacquea, ma poi la saga decolla, complice anche la presenza di un’eroina disinibita, la Vipera Bionda, che diverrà infine la moglie del protagonista.
Contemporaneamente a GIM TORO, Lavezzolo si dedica ad altri fumetti. Nel 1947 fa indossare una mascherina a DICK FULMINE, che diviene così FULMINE MASCHERATO.
Nel 1948 firma le avventure di TONY FALCO, un ingegnere italiano che per lavoro o per gusto dell’avventura percorre in lungo e in largo un’Africa affascinante e misteriosa, dove trova tracce di antiche civiltà scomparse, città sepolte ricche di tesori. I disegni della serie sono affidati ad Andrea Bresciani.

Del 1950 è KINOWA, un western dai toni horror pubblicato dapprima dalle Edizioni Mediolanum e in seguito dalla Dardo, ispirato da un personaggio del romanzo di Emilio Salgari (sotto pseudonimo di G. Landucci) “Avventure fra le Pelli-Rosse, che a sua volta è una riscrittura da parte del grande omanziere di un ponderoso romanzo d’avventure americano dal titolo "Nick of the Woods - Or, The Jibbenainesay, scritto da Robert Montgomery Bird nel 1837. Autori dei disegni di KINOWA sono Giovanni Sinchetto, Dario Guzzon e Pietro Sartoris che si firmano con l’acronimo EsseGesse.
Il protagonista della serie è un personaggio di rottura, soprattutto per tempi come quelli, segnati da una sostanziale condanna dei fumetti da parte della società civile. Sam Boyle è uno scout bianco, scalpato dagli indiani Pawnie, che gli uccidono la moglie e rapiscono il figlioletto. Sopravvissuto all’eccidio, ma con un’indelebile cicatrice sul capo, decide di vendicarsi uccidendo ogni pellerossa che incontra, spesso ricorrendo a metodi cruenti e sanguinari.
Indossata una tenebrosa maschera da diavolo con tanto di corna, e assunto il nome di Kinowa, Boyle diventa un accanito massacratore di pellirosse, dando il via a molteplici avventure nelle quali i concetti di male e bene hanno toni sfumati. Una serie probabilmente troppo cruda per quegli anni, a tal punto che già qualche mese dopo il suo esordio Lavezzolo deve smorzarne i toni.

Negli anni Cinquanta la collaborazione con la Dardo s’intensifica. Nel 1952 dà vita a TOMAHAWK, western illustrato da Pietro Gamba, già autore dei disegni di KINOWA dopo l’abbandono del personaggio da parte della EsseGesse. Del 1953 sono RAY FOX, con i disegni di Sergio Tarquinio e Mario Uggeri, e CAGLIOSTRO, affidata alle matite di Virgilio Muzzi e Uggeri. Due anni dopo è la volta dell’umoristico CUCÙ e del western CONDOR GEK, realizzati rispettivamente da Muzzi e da Tarquinio.
Nel 1956 arriva RAMA L’APACHE, anch’essa disegnata da Muzzi. Si tratta dell’ultima serie dell’autore pubblicata dalla Dardo. In quell’anno, infatti, si consuma il divorzio tra lo sceneggiatore e la casa editrice di Gino Casarotti. La causa è forse da ricercare nell’incapacità da parte di Lavezzolo di bissare un successo come quello di KINOWA.

Nel 1957, l’editore Cino Del Duca gli offre una straordinaria opportunità di lavoro: l’ideazione e il coordinamento del supplemento settimanale a fumetti del quotidiano IL GIORNO. Per i successivi nove anni Lavezzolo si occupa così de IL GIORNO DEI RAGAZZI, interessante e fino ad allora inedito esperimento, almeno in Italia, dedicato al fumetto.
Sulle sue pagine si alternano serie di genere avventuroso di produzione britannica e fumetti realizzati da uno staff di autori italiani, tra i quali Benito Jacovitti, Bruno Bozzetto, Sergio Zaniboni e Nevio Zeccara. Per questa testata Lavezzolo crea POLDO E POLDINO, un fumetto umoristico disegnato da Giuseppe Perego.
L’esperienza con IL GIORNO non è priva però di risvolti amari. È lo stesso coordinatore a raccontare in un’intervista: “Volevamo fare un settimanale divertente e interessante. Io avevo pensato a una parte avventurosa, a una sezione per i più piccini, e a un romanzo. Purtroppo, le cose non andarono come avrei voluto. Del Duca e l’amministratore saltarono. Io rimasi perché il mio lavoro era di genere particolare, ma la mia intenzione di fare di quel supplemento un vero giornale per ragazzi andò delusa. Mano mano che il tempo passava, il mio campo d’azione si restringeva. Se all’inizio facevo quasi tutto e, nonostante il materiale comprato all’estero, IL GIORNO DEI RAGAZZI aveva un poco la mia impronta, in seguito le cose cambiarono notevolmente.”

Oltre a lavorare per IL GIORNO, Lavezzolo instaura una collaborazione che si rivelerà importante per i successivi quindici anni. Sempre nel 1957, infatti, messa alle spalle la lunga collaborazione con la Dardo, lo sceneggiatore entra a far parte delle Edizioni Audace, dalle quali alcuni decenni dopo sarebbe nata la Sergio Bonelli Editore. Per la casa editrice allora diretta da Tea Bertasi, Lavezzolo crea ROCKY STAR, una serie western illustrata da Francesco Gamba. Se questo primo fumetto conclude la propria vita editoriale dopo soli ventiquattro numeri, il rapporto di lavoro con Gamba e con la famiglia Bonelli si rinnova già nel 1958.
Questa volta il successo è travolgente e immediato. IL PICCOLO RANGER, questo il titolo della nuova serie, appartiene al genere dei “giovani eroi del West” e racconta le avventure di Kit Teller, figlio di un ranger ingiustamente accusato di tradimento e a sua volta destinato a diventare ranger. Dopo aver riscattato l’onore del padre, il giovane Kit vive innumerevoli avventure tra i pericoli della Frontiera americana. La serie, inizialmente ispirata a Capitan Miki, personaggio della EsseGesse, assume presto una propria identità, grazie anche a una narrazione corale nella quale ricoprono una parte sempre più importante gustosi caratteristi, come l’allampanato pard Frankie Bellevan, il cuoco cinese Cin-Lao, il ranger di colore Ibrahim Bamboula e la virago Annie Quattropistole.
Raccontava Sergio Bonelli, che di Lavezzolo è stato anche l’ultimo editore: “Da ragazzino amavo molto questo sceneggiatore, principalmente per la serie Gim Toro. È un autore che di solito non disdegna i toni melodrammatici della tradizione del romanzo ottocentesco. Il feuilleton è una delle sue grandi fonti d’ispirazione, come pure quella letteratura gotica le cui atmosfere cupe un giorno sarebbero sfociate nelle scene sanguinarie e violente che caratterizzano il genere horror.”

Nel 1967 su invito degli editori Renzo Barbieri e Giorgio Cavedon, Lavezzolo crea la sua prima e unica serie per adulti, pubblicata dalla Erregi. Si tratta di DOMINÒ IL VENDICATORE. Fonte d’ispirazione sono i personaggi del feuilleton francese d’inizio Novecento, come Arsène Lupin, protagonista dei romanzi di Maurice Leblanc, e Fantômas, di Pierre Souvestre e Marcel Allain. Di questi riprende anche l’ambientazione, la misteriosa Parigi di fine Ottocento.
La storia riporta in auge il tema della vendetta, già visto in KINOWA, ma in un’ottica e con un’ambientazione del tutto differenti. Christian de la Motte, il protagonista, è un uomo ingiustamente accusato di omicidio che, per dimostrare la propria innocenza, assume l’identità segreta di Dominò.

Nei primi anni Settanta Lavezzolo decide di abbandonare il fumetto. L’addio avviene con “Agua blanca”, episodio del PICCOLO RANGER pubblicato sul n. 115 datato giugno 1973. In seguito scrive una serie di articoli su autori ed editori italiani per le riviste SGT. KIRK e IL FUMETTO, alcuni dei quali ristampati in tempi recenti nel libretto “Il mio amico Galleppini” (Alessandro Tesauro Editore).
Andrea Lavezzolo scompare a Chiavari il 16 novembre 1981.

Davide Castellazzi
Creazione scheda: GFI, 01/03/2017
Ultima modifica: Tiziano Agnelli, 17/11/2017