GUIDA AL FUMETTO   PERSONE   Raschitelli Pietro

Pietro Raschitelli Italia

disegnatore

7 Maggio 1929 - Sesto San Giovanni, Milano, Italia

6 Agosto 2018 , Milano

Pietro Raschitelli. Chi è costui? Potremmo dire un illustre sconosciuto, oppure, meglio, uno sconosciuto diventato illustre per aver disegnato tre albi a striscia della serie di TEX.

Oltre che una biografia, questo articolo è un pretesto per raccontare a titolo esemplare di tutti quegli autori, e sono tanti, che hanno dato un contributo allo sviluppo dei comics in Italia pur senza che il loro nome suoni familiare a chi abbia frequentato o frequenti le serie a fumetti pubblicate nel nostro Paese.

Sicuramente, Raschitelli non sta a Tex Willer quanto Zarcone – un altro benemerito e leggendario sconosciuto – sta a Diabolik. Il misterioso Zarcone, o “il tedesco”, come è stato anche chiamato a lungo, è, infatti, il primo ad approcciare graficamente il “Re del Terrore” delle sorelle Giussani, avendone disegnato l’albo d’esordio prima di svanire del nulla.

Raschitelli, però, ha sicuramente lasciato un’impronta maggiore del suo passaggio tra le “nuvole parlanti”. L’unica certezza è che, per molti anni, su di lui non c’è stata alcuna certezza. Nemmeno per quanto riguarda il nome di battesimo. A lungo, infatti, quei pochi che parlavano di lui lo chiamavano “Gino”. È solo nel marzo 2004 che, su Ink n. 30, Ruvo Giovacca toglie il velo che ricopre la sua reale identità. Con una tecnica investigativa degna dei migliori detective, la redazione del periodico d’informazione sui fumetti, riesce a rintracciare l’antico collaboratore della Casa editrice della famiglia Bonelli e lo intervista. Si scopre così che, prima di disegnare Tex e di far perdere le sue tracce, Raschitelli aveva avuto una straordinaria carriera nel mondo del fumetto.

Nato a Sesto San Giovanni, in provincia di Milano, il 7 maggio 1929, e dotato di spiccate capacità grafiche, dopo una breve esperienza lavorativa alle Acciaierie Falk, il futuro fumettista s’iscrive all’Accademia di Brera, dove fa la conoscenza di Giorgio De Gaspari. Il suo sogno è di fare il pittore ma, al termine degli studi, Raschitelli incomincia a collaborare con alcune agenzie pubblicitarie del capoluogo lombardo, tra le quali quella di Franco Mosca. Tra i suoi primi lavori ci sono le illustrazioni per una serie di calendari da barbiere e per numerosi libri scolastici pubblicati da Garzanti e da Franco Raiteri Editore. Alla fine del decennio avviene il suo debutto nel mondo del fumetto, anzi, della bande dessinée, dato che disegna le serie Jean et Janou e Tom le Hardi pubblicate rispettivamente sui periodici in petit-format Pipo (Cucciolo) e Pim Pam Poum (Bibì e Bibò) delle Éditions Lug di Lione.

Il lavoro con la casa editrice di Marcel Navarro e Auguste Vistel prosegue per alcuni anni, ma nel 1959 Raschitelli entra in contatto con il bolognese Bruno Lunini, proprietario della Casa Editrica Ardea, per cui disegna la serie western SCERIFFO COLT, sceneggiata e letterata dall’amico ed ex compagno d’accademia Renzo Macchi. Il fumetto, però, non raccoglie il successo sperato e chiude dopo soli dodici numeri, nel maggio 1960.

In quello stesso periodo, Raschitelli incomincia a collaborare con la Universo. Per la casa editrice dei fratelli Alceo e Domenico Del Duca illustra sedici ALBI DELL'INTREPIDO, alcuni episodi del western ROCKY RIDER, creato graficamente da Mario Uggeri, e circa una decina di Cruciverba Crunk.

Nel 1964, le Éditions Aredit di Lille, gli offrono di disegnare la versione a fumetti di Francis Coplan, una serie romanzesca di genere spionistico, scritta da Paul Kenny, pseudonimo collettivo di Gaston Van den Panhuyse e Jean Libert. Raschitelli illustra quattro albi di oltre cento pagine ciascuno, ma il doppio impegno che lo lega anche alla Universo fa sì che presto decida di abbandonare il lavoro con l’editore transalpino.

Nello stesso periodo, però, si fa avanti Sergio Bonelli, alla costante ricerca di validi autori da affiancare ad Aurelio Galleppini nella realizzazione di TEX. Il risultato sono i disegni di tre albi a striscia (nn. 31/33) della serie XXXV (Cobra) pubblicati tra il 27 giugno e l’11 luglio 1966.

Nell’agosto 2004, sulle pagine di TEX NUOVA RISTAMPA n. 119, lo stesso Bonelli scriveva: “Per lunghissimo tempo, molti di voi, incuriositi dal segno grafico che caratterizzava le pagine iniziali di una storia (“La costa dei barbari”), pubblicata sui numeri 85 e 86 della serie di TEX, mi hanno chiesto notizie su quel misterioso illustratore di cui io stesso ricordavo unicamente il nome, avendolo incontrato appena un paio di volte, nel lontano 1965. All’epoca, Pietro Raschitelli lavorava per un celebre settimanale della Casa editrice universo (L'INTREPIDO), e io, in un momento in cui cercavo validi collaboratori da alternare all’impegnassimo Galep, ero stato conquistato dal suo tratto, chiaro e semplice, che costituiva la prima caratteristica dei fumetti di allora. Il risultato fu abbastanza incoraggiante e ci fece pensare che, continuando, avrebbe potuto migliorare rapidamente. All’improvviso, però, Pietro Raschitelli sparì dal mondo delle nuvole parlanti”.

In effetti, dopo aver consegnato le tavole del terzo fascicolo di TEX nelle mani dell’editore, Raschitelli scompare letteralmente nel nulla. È l’ultima labile traccia di china che lascia del suo fulmineo passaggio nel mondo del fumetto. È lui stesso, nell’intervista citata, a raccontare: “Era un lavoro che mi stancava. Bisognava lavorare con un certo ritmo e talvolta, per rispettare le consegne, dovevo continuare anche la notte. Così, un bel giorno decisi di stabilirmi sul lago d’Iseo, al paese di mia moglie, lasciandomi alle spalle le urgenze, le corse e le notti insonni per dedicarmi esclusivamente alla pittura”.
Ed è lì che, a ottantasette anni appena compiuti, Pietro Raschitelli prosegue tuttora la sua attività artistica.

Gabriele Ferrero
Creazione scheda: zak, 08/06/2016
Ultima modifica: Gianni Bono, 08/08/2018