Alvar Mayor / Alvar Mayor Argentina, 1977

Carlos Trillo, testi - Enrique Breccia, disegni

La conquista dell’America latina da parte dei conquistadores spagnoli è avvenuta in modo sanguinario. Le brame di dominio e l’avidità, stimolate dal mito di incredibili ricchezze nascoste, smuovono personaggi di ogni risma. Alvar Mayor dichiara di essere figlio di uno dei conquistadores di Pizzarro e vive nelle terre che una volta appartenevano ai Maya e agli Incas, accompagnato dal fedele ed efficace Tihuo. Alvar, apparentemente, sembra mosso dalla stessa cupidigia dei suoi antenati. In realtà, volente o nolente, finisce sempre per contribuire a fare giustizia dei biechi e crudeli avventurieri che di volta in volta si lanciano alla ricerca dei fantomatici tesori o si danno allo sfruttamento violento e cinico delle popolazioni native.
La riconosciuta abilità degli autori consente a questa serie di conquistare un posto importante nella storia del fumetto. La violenza presente in molte scene offre, forse per la prima volta in un fumetto popolare, un quadro disincantato di cosa ha significato per le popolazioni native l’arrivo dei conquistadores. Alvar Mayor, aiutato da Tihuo e da alcune presenze sovrannaturali, consente una gradita rivincita, purtroppo confinata nell’ambito della fantasia, a favore di chi è stato sconfitto dalla Storia. Ma non è solo sangue e violenza. Anche molto amore e romanticismo e Alvar Mayor, con il suo eroismo ambiguo, diventa un partner irresistibile per le numerose donne che incontra.
La serie è divisa in tre cicli narrativi. Nel primo, si susseguono le spedizioni alla ricerca dei leggendari tesori. Nel secondo incontriamo vicende più oniriche e fantasiose, dove la magia e il mistero assumono un ruolo importante. Nel terzo ciclo, il protagonista inizia un viaggio alla ricerca di se stesso e delle sue origini, che culminerà nella scoperta della vera personalità del padre.
Pubblicata su “Skorpio” delle Ediciones Record, in Italia la serie è edita dal n. 5 del 31 marzo 1977 sull’omonima testata dell’Eura Editoriale, e in seguito in volumi da Andamar (2005) e Editoriale Aurea (2012).
Alvar Mayor vede all’opera due titani del fumetto argentino, ai tempi ancora giovanissimi. Enrique Breccia, figlio di Alberto, dimostra tutto il suo incredibile talento grafico, differenziandosi da quel mostro sacro di suo padre. Enrique si caratterizza per uno stile leggibile, grazie all’utilizzo di linee lunghe, sinuose e tormentate, che danno forma a personaggi e ambienti. Eppure la velocità di lettura non va a discapito della precisione. Espressioni, costumi e ambienti sono dettagliatissimi. Si ottiene così un singolare effetto realistico eppure evocativo.
Potrebbe bastare Alvar Mayor per decretare la grandezza di uno sceneggiatore come Carlos Trillo, che invece creerà ancora decine di personaggi e serie di grande successo. La scrittura di Trillo non è mai banale. Oltre a basarsi su una seria documentazione, l’autore predilige l’approfondimento piscologico dei personaggi, colti nel loro battersi contro un destino spesso avverso.

Michele Ginevra
Creazione scheda: GC, 23/09/2015
Ultima modifica: GC, 23/09/2015