EDICOLA & DINTORNI  9 Ottobre 2015

Percy e Steve

Avventure di un footballer in erba

Ovvero, qual è e quando esce la prima serie a fumetti pubblicata in Italia a fare regolarmente uso delle nuvolette? Non è il Corriere dei Piccoli, ancorato alle didascalie in rima, e non sono le pubblicazioni Nerbini.

Percy e Steve

Se avete pensato a quelle pubblicate nei giornali di Nerbini e Vecchi degli anni Trenta, siete fuori strada: la serie in questione era infatti uscita più di un decennio prima, in una pubblicazione il cui target primario non era quello dei ragazzi bensì quello dei tifosi iuventini: la prima incarnazione di Hurrà! Juventus, pubblicata mensilmente tra il 1915 e il 1925 dalle Edizioni Raffi.

I suoi ormai dimenticati protagonisti erano Percy e Steve, una coppia composta dallo spilungone Steve e dal tracagnotto Percy, definito “Footballer in erba” (in quell’epoca si utilizzava il termine inglese sia per calciatore sia per “tifoso”) il quale si appassionava al gioco del calcio di cui Steve si riteneva un esperto. Di seguito i due assunsero le caratteristiche anche fisiche degli americani “Mutt and Jeff”; la tavola in italiano (1921) riprodotta in questa pagina è con ogni probabilità la prima della serie. “Percy and Steve” era tradotta dal settimanale inglese The Football and Sports Favourite (Amalgamated Press, 1921-1929), dove fu pubblicata sicuramente dal 1921 al 1927, e probabilmente fino alla chiusura della rivista.

La tavola era firmata “Zig”, un abile illustratore di cui però non ho trovato traccia né nel Dictionary of British Cartoons and Caricaturists 1730-1980, né nel Dictionary of British Comic Artists, Writers and Editors, e neppure nelle molte opere sul fumetto inglese di Denis Gifford. Percy e Steve comparivano parallelamente nelle pagine della rivista nel ruolo di giornalisti sportivi in racconti umoristici non a fumetti firmati dall’altrettanto elusivo Montague Hay. The Football and Sports Favourite pubblicava tra l’altro testi e spartiti di canzoni da cantare allo stadio, in un’epoca in cui, evidentemente, l’inventiva dei tifosi non si era ancora scatenata.

Alfredo Castelli