GUIDA AL FUMETTO   PERSONE   Sarda Bruno

Bruno Sarda Italia

sceneggiatore

29 Settembre 1954 - Torino, Italia

A quale ragazzino non è mai capitato, aspettando il nuovo numero del proprio giornale preferito, di vivere a occhi aperti storie fantastiche con protagonisti i personaggi delle serie più amate? In un certo senso, il fumetto è l’arte del sogno o, meglio ancora, di dare sostanza ai sogni, grazie a storie capaci di emozionare.
Un lettore che è stato talmente stimolato da essere poi rapito dalla voglia di raccontare a sua volta è Bruno Sarda. Nato a Torino il 29 settembre 1954, si avvicina ai comics quando ancora non sa leggere, grazie alla sorella maggiore, che dà suono alle misteriose sequenze di parole che compaiono nei balloon. Tra i suoi “giornalini” preferiti ci sono il CORRIERE DEI PICCOLI, TEX e, naturalmente, TOPOLINO. Durante l’infanzia e l’adolescenza, comunque, nonostante l’amore per i fumetti, Sarda rimane con i piedi ben piantati per terra. Infatti, dopo la maturità trova impiego in banca. La routine lavorativa procede monotona finché, un giorno del 1985, durante un incontro con il pubblico, prende coraggio e si avvicina a Franco Fossati, caposervizio sceneggiature di TOPOLINO, e gli sottopone alcuni soggetti. La risposta, seppure non immediata, è incoraggiante: in quei plot c’è qualcosa di buono. Nei mesi successivi Sarda lavora sugli intrecci che prendono la forma di alcune sceneggiature. Due di queste, trasformate in fumetti, appaiono su TOPOLINO n. 1619, datato 7 dicembre 1986. Si tratta di "Topolino e il fantomatico ladro", disegnata da Lino Gorlero, e "Paperino e... il rivale Paperinik", affidata alle matite di Giorgio Cavazzano. È un doppio esordio, fondamentale nella carriera professionale di Sarda, l’ideale per infondere fiducia in uno sceneggiatore alle prime armi. Tant’è vero, che nel corso dei successivi decenni, Sarda dà vita a oltre duecento episodi disneyani, come "Zio Paperone e il letto di Morfeo", disegnato da Paolo Ongaro e pubblicato nel 1987. Inoltre, l’anno successivo, crea il personaggio di INDIANA PIPPS, avventuroso cugino di Pippo, che appare per la prima volta nella storia "Topolino & Pippo in: I predatori del tempio perduto", affidata alle matite di Maria Luisa Uggetti. A differenza di quanto può fare pensare il suo nome, il personaggio di Sarda non è ispirato tanto al temerario esploratore cinematografico Indiana Jones, quanto a MARTIN MYSTÈRE, il celebre “Detective dell’impossibile” creato da Alfredo Castelli. L’accoglienza è tale che INDIANA PIPPS ritorna in numerosi seguiti.
Dalla sua penna sono uscite poi storie diventate dei veri e propri classici, come la parodia "3 paperi e 1 bebè" (1989), ispirata al film "Tre scapoli e un bebè", "Topolino in «Il nome della mimosa»” (1988) e "Paperino e il pendolo di Ekòl" (1991), parodie dei romanzi di Umberto Eco, "I promessi topi" (1989), adattamento del classico di Alessandro Manzoni "I promessi sposi", e "Alla ricerca della pietra zodiacale" (1990), la più lunga storia Disney pubblicata fino ad allora, composta da quasi trecentocinquanta pagine. Insomma, quello di Bruno Sarda è uno straordinario curriculum per un sognatore a fumetti!
Articolo di Gabriele Ferrero tratto dalla collana TOPOLINO STORY (RCS, 2015).
Creazione scheda: Dea Brusorio, 06/10/2015
Ultima modifica: Dea Brusorio, 14/10/2015