GUIDA AL FUMETTO   PERSONE   Molino Walter

Walter Molino - Symes, Sten Italia

disegnatore

5 Novembre 1915 - Reggio Emilia, Italia

8 Dicembre 1997 - Milano, Italia

Walter Molino esordisce nel mondo dell’illustrazione ad appena 15 anni, incoraggiato dal padre, sul giornale universitario milanese "Libro e Moschetto", disegnando vignette satirico-politiche. Nel 1935 i suoi primi fumetti compaiono su INTREPIDO, settimanale dei fratelli Domenico e Cino Del Duca: "Il cavaliere delle nevi" (1935), "Il mozzo" (1936), "Il piccolo ammiraglio" (1937), "L’affondatore degli oceani" (1938). Contemporaneamente collabora anche con IL MONELLO (sempre per la Casa Editrice Universo dei fratelli Del Duca), quindi si dedica alla pubblicità, finché nel 1936 comincia a lavorare per "Bertoldo", settimanale umoristico della casa editrice Rizzoli, dove diventa famoso per le vignette di GASTONE IL FRESCONE e per le sue “donnine”. Sensuali e maliziose fidanzate, capufficio e segretarie, le pin-up di Molino esprimono la volontà di emergere con le armi dispensate loro da Madre Natura in un mondo ritagliato su misura maschile e segnano con la loro irruenza e la loro spontaneità il tramonto del mito della "sciacquetta" voluttuosa e remissiva.

Dal 1937 Walter Molino inizia a collaborare con Mondadori. Per la testata PAPERINO illustra "Zorro della metropoli" (1937), di cui è protagonista un giovane che si traveste da giustiziere mascherato per combattere Alfa, padrone e "anima nera" di una terribile fabbrica-lager, mentre per l’ALMANACCO TOPOLINO disegna "La compagnia dei sette" (1938); entrambe le serie a fumetti vengono illustrate su testi dello sceneggiatore cinematografico Cesare Zavattini.

Seguono "Il Corsaro Nero" (1939) e "Luciano Serra pilota" (1939), quest’ultimo tratto dal fim di Goffredo Alessandrini e sceneggiato da Amedeo Martini con la supervisione di Vittorio Mussolini. Per l'AUDACE e poi successivamente per TOPOLINO, nel 1939-1940, crea una la serie fantastica, "Virus, il mago della foresta morta". Il protagonista è uno scienziato folle che con l'aiuto di Tirmud, misterioso servitore indiano, vuole impadronirsi del mondo e ne tenta di conseguenza la conquista, ma i suoi piani vengono ostacolati da un ragazzo semplice, simbolo dell'italianità, di nome Piero, coadiuvato nella sua lotta dallo zio. Il covo di questo genio malefico è al centro di una foresta pietrificata dove si erge il suo sinistro laboratorio. Qui, protetto da un'invalicabile cortina elettromagnetica, il mago Virus costruisce una macchina che gli permette di trasmettere a distanza immagini e persone viventi o, meglio ancora, di richiamare in vita persone morte, per la maggior parte antichi e spettrali egizi.

Oltre al già citato "Virus, il mago della foresta morta", del fumetto fantastico viene pubblicato un secondo episodio nell’anteguerra dal titolo "Il polo V", e un altro nel 1946, "Il signore del buio", disegnato da Antonio Canale e stampato su TOPOLINO. Dello stesso periodo sono le avventure di cappa e spada di CAPITAN L'AUDACE (che appare su AUDACE e PAPERINO nel 1939); la serie è ambientata nel Cinquecento e vede il protagonista alle prese con l'avido barone Armando di Torrerossa, che vuole sposare la contessina Vera, non certo per amore, ma per mettere le mani sulle cospicue ricchezze del padre di lei. Ma Capitan l'Audace, cugino della giovane, lotta per mandare a monte i biechi propositi del barone, grazie anche all'aiuto dei suoi fidi amici Spaccateste e Barbanera. Ancora per Paperino, nel 1939, Walter Molino disegna le ultime due avventure di KIT CARSON, celebre trapper vissuto tra il 1809 e il 1869, (precedentemente reso per le matite di Rino Albertarelli), “Lo squadrone dei cento” e “L’amazzone bianca”, su testi di Federico Pedrocchi.

Nel 1941 Achille Beltrame propone Walter Molino quale suo successore per le copertine della "Domenica del Corriere", incarico che il disegnatore emiliano manterrà per 25 anni realizzando anche illustrazioni e tavole a colori. Sono invece del 1945 le avventure di DINAMITE che vengono pubblicate sull'albo omonimo edito dalla Casa Editrice Primula. L'anno successivo Molino riprende la collaborazione con gli editori Del Duca, lavorando per GRAND HOTEL, di cui crea anche il logo, per il quale disegna copertine e fumetti romantici a mezza tinta che vedono come protagonisti i più popolari divi del grande schermo. Il suo primo romanzo sulla celebre testata è "Anime incatenate", di cui Molino illustra 27 vignette su sceneggiatura di Francesco Matteo Macciò.

Dal 1946 al 1949 collabora inoltre con il settimanale SALGARI, per il quale disegna le riduzioni dei romanzi "Sulle fontiere del Far West", "La scotennatrice" e "Le selve ardenti". Agli inizi degli anni Cinquanta sigla tavole a mezzatinta per la Casa Editrice Universo come Symes o Sten. Nel 1960 è premiato al Salone Internazionale dell’Umorismo di Bordighera, e nel 1967 ottiene la Palma d’oro per il volume "60 caricature dal video". Dagli anni Sessanta in poi si dedica quasi soltanto alla pittura (suo "primo amore" trasmessogli dal padre che gli aveva fatto anche da insegnante), raggiungendo lusinghiere quotazioni.

Di Walter Molino hanno parlato due grandi giornalisti del nostro tempo; per Indro Montanelli Molino "ha una bravura scandalosa nel riconoscere, e quindi nel tradurre in segno sulla carta, le caratteristiche del volto che fanno la personalità di ciascuno", mentre il giornalista Giovanni Mosca ha a sua volta affermato che l'immagine del disegnatore emiliano è per lui "legata al ricordo del 'Bertoldo', il settimanale che dal 1936 al 1943 fu la bandiera dei giovani non rassegnati al conformismo".


(Amore_fra_due_spade.jpg)
Illustrazione a tempera per Amore fra due spade.


Paragrafo 2, Sez. 1
molino/luciano serra
dida: Vignetta da Luciano Serra pilota.


Paragrafo 2, Sez. 2
(MOLINO_opere.jpg)
Alcune opere più significative di Walter Molino.


(Fellini_visto_da_Molino.jpg)
Federico Fellini secondo Walter Molino.

Fonti bibliografiche
Bono Gianni, Foto di Famiglia, “Walter Molino”, in Tex n. 299, , Daim Press, Milano.
Parenti Giuseppe, Rinaldo Traini, “Walter Molino” in Fumetto Alalà, ottobre 1986, Comic Art, Roma.
Origa Graziano, "Capitan L'Audace", in Enciclopedia del Fumetto, ottobre 1977, Edizioni Ottaviano, Milano.
Origa Graziano, "Virus", in Enciclopedia del Fumetto - fantastico/thrilling, aprile 1977, Edizioni Ottaviano, Milano.
Origa Graziano, "Zorro della metropoli", in Enciclopedia del Fumetto - avventura, aprile 1977, Edizioni Ottaviano, Milano.
Origa Graziano, "Walter Molino" in Fumetti d'Italia n. 13, novembre/dicembre 1994, Editrice Europa, Milano.
Secchi Luciano, Enciclopedia Mondiale del Fumetto, 1978, Editoriale Corno, Milano.

molino/luciano serra
dida: Vignetta tratta da Luciano Serra Pilota, disegnata da Walter Molino su testi di Amedeo Martini.
Creazione scheda: zak, 28/09/2015
Ultima modifica: zak, 28/09/2015