GUIDA AL FUMETTO   PERSONE   Pedrocchi Federico

Federico Pedrocchi Italia

curatore editoriale, disegnatore

1 Maggio 1907 - Buenos Aires, Argentina

20 Gennaio 1945 - Milano, Italia

Federico Pedrocchi nasce il 1° maggio 1907 a Buenos Aires, in Argentina, da genitori italiani. Nel 1912, in seguito a sfortunate vicende finanziarie, la sua famiglia fa ritorno in Italia. Federico comincia la scuola, ma deve interrompere gli studi a causa della prematura morte del padre. Nel 1929 è a Milano, dove dirige il reparto pubblicitario di una ditta che produce rubinetti. L’esperienza non dura molto: l’anno successivo, infatti, Pedrocchi apre un proprio studio di pubblicità, iniziando anche a collaborare con novelle e disegni al CORRIERE DEI PICCOLI, alla DOMENICA DEL CORRIERE, a JUMBO e a numerose altre testate.

Nel 1935, la grande svolta: Pedrocchi entra alla casa editrice Mondadori, dove comincia a lavorare nella redazione dei settimanali per ragazzi. Scrive la sua prima storia a fumetti: "I due tamburini", un racconto di ambiente coloniale ispirato a CINO E FRANCO, disegnato da Kurt Caesar e pubblicato su I TRE PORCELLINI, il primo settimanale Mondadori per ragazzi (nn. 31/43 dal 24 ottobre 1935 al 16 gennaio 1936). Nel 1936 collabora con Cesare Zavattini alla realizzazione dei testi di SATURNO CONTRO LA TERRA, la celebre serie fantascientifica, disegnata da Giovanni Scolari e pubblicata a puntate sempre su I Tre Porcellini (nn. 93/98 dal 31 dicembre 1936 al 4 febbraio 1937), che prosegue poi su TOPOLINO (n. 216 dell’11 febbraio 1937) concludendosi, con alcune interruzioni, sul n. 610 del 26 ottobre 1946.

Nel 1937 Pedrocchi ha un'illuminazione: poiché negli Stati Uniti nessuno ha ancora pensato a PAPERINO come protagonista di lunghe storie umoristico-avventurose, punta proprio su questo personaggio per dar vita a una nuova testata mondadoriana e ottiene dalla Disney, con il beneplacito di Walt Diney in persona, l’autorizzazione a scrivere e disegnare storie disneyane in Italia. Nasce così il settimanale PAPERINO, che esce per la prima volta nelle edicole il 30 dicembre 1937. Le prime strisce autoconclusive di Al Taliaferro iniziano il 7 gennaio 1938 e bisogna aspettare addirittura il 1942 per leggere quelle firmate da Carl Barks; quindi la prima storia “italiana” della saga di Paperino è proprio opera di Federico Pedrocchi: "Paolino Paperino e il mistero di Marte" (nn. 1/18 dal 30 dicembre 1937 al 28 aprile 1938). In questa prima prova l'autore non si limita a scrivere i testi, ma disegna anche le tavole. In seguito, Pedrocchi si dedica alla stesura delle sole sceneggiature e lascia la grafica nelle mani di Mario Pinochi.
Nello stesso anno realizza, sempre per Paperino, i testi de "I sette nani cattivi contro i sette nani buoni", libero adattamento della favola "Biancaneve e i Sette Nani" dei fratelli Grimm. Il 1938 vede Pedrocchi ancora molto impegnato: scrive i testi della storia "Paolino Paperino inviato speciale" (nn. 19/48 dal 5 maggio al 24 novembre 1938), oltre che di numerose altre storie libere, pubblicate sempre su Paperino: "Pippo viaggiatore di commercio" (nn. 40/48 dal 29 settembre al 24 novembre 1938); "La mia avventura tra gli Arussi", disegnata da Nino Pagot e Franco Chiletto (nn. 41/63 dal 6 ottobre 1938 al 9 marzo 1939); "Nelle viscere della Terra", disegnata da Scolari (nn. 45/55 dal 10 novembre 1938 al 12 gennaio 1939). Oltre che a Paperino, Pedrocchi continua a collaborare anche all’altra testata Mondadori per ragazzi, TOPOLINO, per la quale scrive, insieme ad Albert Robida e per i disegni di Pier Lorenzo De Vita, "Saturnino Farandola" (nn. 301/396 29 settembre 1938/25 luglio 1940).

Nel 1939 Federico Pedrocchi viene promosso direttore editoriale e artistico delle testate a fumetti della Mondadori: continua a lavorare parallelamente per Topolino e per Paperino, dando vita sia a storie dedicate ai personaggi Disney sia a storie libere. Per Paperino, scrive i testi di "Paperino tra i Pellerosse" per i disegni di Mario Pinochi (nn. 72/100 dall’11 maggio al 23 novembre 1939); "Il diamante azzurro", disegnata da Pier Luigi De Vita (nn. 72/123 dall’11 maggio 1939 al 2 maggio 1940); "La regina dei Caraibi", disegnata da Bernardino Leporini (nn. 78/120 dal 22 giugno 1939 all’11 aprile 1940). Su testi di Gastone Simoni disegna inoltre, insieme a Edgardo Dell’Acqua, "Diavolo" (nn. 67/95 dal 6 aprile al 19 ottobre 1939). Anche per Topolino scrive diverse serie e storie libere: "Virus, il mago della foresta morta", disegnato da Walter Molino e Antonio Canale, la cupa e appassionante vicenda di uno scienziato folle che intende conquistare la Terra (apparso dapprima sui nn. 329/368 dal 13 aprile 1939 all’11 gennaio 1940, poi sui nn. 386/423 dal 16 maggio al 12 novembre 1940 e successivamente ripreso sui nn. 603/628 dal 7 settembre 1946 al 1° marzo 1947); "Un gentiluomo di sedici anni" per i disegni di Rino Albertarelli (dal n. 341 del 6 luglio 1939); "La lampada di Aladino", disegni di Guido Moroni Celsi (nn. 312/328 dal 5 gennaio al 6 aprile 1939); "Il solitario del Sakya", disegnato da Antonio Canale (nn. 352/410 dal 21 settembre 1939 al 22 ottobre 1940); e la lunga storia "sentimentale" "Il mozzo del sommergibile", disegni di Kurt Caesar (nn. 397/401 dal 1° agosto al 5 settembre 1940, poi nn. 403/559 dal 19 settembre 1940 al 31 agosto 1943). Nel 1940 per Paperino, Pedrocchi scrive i testi di "Paperino chiromante" (nn. 101/130 dal 30 novembre al 20 giugno 1940) e di "Paperino e il vaso cinese" (nn. 131/149 dal 27 giugno al 26 ottobre 1940). Lavora anche a storie libere come "La nube di gelo" (nn. 122/142 dal 25 aprile 1940 al 7 settembre 1940, poi su Topolino dal n. 411 del 29 ottobre 1940) e "Le sorgenti di fuoco" (nn. 143/149 dal 14 settembre al 26 ottobre 1940) entrambe disegnate da Giovanni Scolari; e "Daniele Marchi" alla guerra disegnata da Giuseppe Cappadonia (nn. 139/149 dal 22 agosto al 26 ottobre 1940).

Nel biennio 1941-1942, Federico Pedrocchi scrive numerose serie di prim’ordine (da "Aeroporto Z", a "Zorro della metropoli", da "Capitan l’Audace", a "La compagnia dei sette" a "Il Dottor Faust") e dà vita a TUFFOLINO, un ragazzo in carne e ossa, disegnato da Pier Lorenzo De Vita, che dal febbraio del 1942 alla fine dell'anno successivo prende su TOPOLINO il posto dell'ormai proibito Mickey Mouse.
Nel 1942, in seguito allo scoppio della Seconda guerra mondiale, Pedrocchi viene arruolato nell’esercito. L’attività creativa si ridimensiona, ma solo di poco. Il congedo, giunto alla fine del 1943, è foriero di grandi novità anche nella sua vita professionale: dopo tanti anni passati alla Mondadori, il prolifico sceneggiatore è pronto per una nuova avventura: la realizzazione del primo lungometraggio italiano a disegni animati, "La Rosa di Bagdad", progetto nel quale coinvolge anche l’amico disegnatore Angelo Bioletto. La realizzazione del lungometraggio va però per le lunghe, così l’impaziente Pedrocchi lo abbandona per diventare direttore editoriale de Il Carroccio, sempre seguito da Bioletto.

Per la neonata casa editrice Pedrocchi scrive quattro libri, ispirandosi a storie a fumetti realizzate in precedenza: "La grande corsa", "Lo squadrone dei cento", "Il diamante azzurro" e "Cucciolo e il segreto dello specchio". Contemporaneamente, riprende a scrivere sceneggiature per Topolino. Questo fervore culturale e creativo si interrompe però, drammaticamente, il 20 gennaio 1945: Pedrocchi si trova a bordo di un treno proprio durante un mitragliamento aereo da parte della Royal Air Force, l’aviazione britannica. Viene colpito e muore lasciando una moglie e due figli: Carlo, che diventa a sua volta sceneggiatore, e Riccardo.


Fonti Bibliografiche
Bono Gianni, Foto di Famiglia "Federico Pedrocchi", in Tex n. 335, settembre 1988, Bonelli Editore, Milano.
Pazienti Giuseppe, Traini Rinaldo, "Federico Pedrocchi" in Fumetto Alalà, ottobre 1986, Comic Art, Roma.
Pedrocchi Carlo, "I libroni di mio padre", in Fumetti d'Italia n. 13, novembre/dicembre 1994, Editrice Europa, Milano.
Secchi Luciano, "Federico Pedrocchi" in Enciclopedia Mondiale del Fumetto, agosto 1978, Corno, Milano.
Strazzulla Gaetano, "Federico Pedrocchi" in I Fumetti, aprile 1970, Sansoni, Firenze.
Creazione scheda: zak, 21/09/2015
Ultima modifica: zak, 21/09/2015