GUIDA AL FUMETTO   PERSONE   Stano Angelo

Angelo Stano Italia

colorista, disegnatore

6 Gennaio 1953 - Santeramo, Bari, Italia

Stano nasce a Santeramo, in provincia di Bari, il 6 gennaio 1953. Fin dai primi anni Sessanta è un divoratore di fumetti. TEX WILLER, KINOWA, AKIM, BLEK MACIGNO, CAPITAN MIKI – insomma, un po’ tutto il fumetto avventuroso e popolare italiano – fanno parte delle sue letture, a cui ben presto si aggiungono i personaggi del CORRIERE DEI PICCOLI. Come spesso accade ai giovanissimi, Angelo comincia a copiare i suoi beniamini di carta, a continuarne le avventure, a inventarne di nuove.
“Riempivo quaderni a righe e a quadretti per divertire i miei amici e per vedere le reazioni dei miei compagni di classe” racconta. “Fino alle medie è stata solo una passione. Non pensavo di poterne fare un lavoro. È stata un’adolescenziale aspirazione a una vita avventurosa, quella che non potevo vivere nel paese in cui sono cresciuto, che mi ha portato al fumetto.”
Nel frattempo scopre anche le storie di Hugo Pratt, come “Anna nella giungla” e “L’isola del tesoro”, e i romanzi a puntate di Mino Milani, che si diverte a trasporre a fumetti.

La passione, ormai evidente, per il fumetto lo porta a scegliere il liceo artistico, mentre nel 1972 acquista una rivista che insegna a diventare fumettisti, “L’ABC del fumetto”, e ne studia le lezioni, mentre l’idea di poter diventare un professionista delle nuvolette comincia ad affacciarsi nella sua mente.
Sul fronte degli studi si iscrive alla facoltà di architettura di Milano, ma è il periodo delle contestazioni studentesche e in quel mondo agitato e un po’ inconcludente non si trova bene, decide quindi di abbandonare la facoltà e tornare a Bari. Per poco tempo, però, dato che ben presto ritorna nel capoluogo lombardo con un obiettivo preciso: sfondare nel mondo delle nuvolette.
Visita vari editori, fino a quando la piccola etichetta Sole, che pubblica L’AVVENTUROSO, gli offre la possibilità di realizzare il suo primo fumetto da professionista.

Nel 1974, quindi, esce, nella collana JUMBO POCKET, “Dalla Terra alla Luna”, adattamento dell’omonimo romanzo di Jules Verne, realizzato per metà proprio da Stano.
Subito dopo passa a collaborare con AUDAX, periodico della Mondadori diretto da Nino Cannata, per cui disegna alcune storie autoconclusive.
Realizza anche molte copertine per i tascabili horror della Ediperiodici in collaborazione con Pino Dangelico.
Dal 1977 collabora con la casa editrice Dardo sulla testata UOMINI E GUERRA.
Nello stesso periodo stringe una proficua collaborazione, destinata a durare fino al 1984, con CORRIER BOY. Per quest’ultimo firma soprattutto la serie CHARLIE CHARLESTON, personaggio creato da Raffaele D’Argenzio ma le cui sceneggiature sono realizzate anche da Nino Cannata, Fuschino e dallo stesso Stano. Il personaggio si muove nell’America dei primi anni Trenta e Stano lo porta sulla carta con un tratto pulito, classico e leggero che ricorda grandi autori statunitensi come Alex Toth.
Dopo CHARLIE CHARLESTON, sempre per CORRIER BOY, disegna alcuni episodi della serie SUSY STRIKE e numerose storie brevi autoconclusive, talvolta su propria sceneggiatura, come “Viaggio a Matera”. Nel 1981 si occupa anche della parte grafica di un paio di racconti per la testata INTREPIDO della casa editrice Universo. Nello stesso anno comincia a insegnare alla Scuola del Fumetto di Milano.

Nel 1982 inizia il suo avvicinamento alla Sergio Bonelli Editore. Incuriosito dal portfolio di presentazione della nuova serie MARTIN MYSTÈRE, propone ad Alfredo Castelli (creatore del personaggio) di entrare a far parte dello staff di disegnatori. Nonostante i suoi disegni di prova incontrino apprezzamenti, la possibilità non si concretizza. Dopo alcuni progetti mai andati in porto per altri editori, Stano si ritrova coinvolto in una serie Bonelli.
Questa volta si tratta di DYLAN DOG, per la quale lo sceneggiatore Tiziano Sclavi gli chiede espressamente di realizzare il primo numero.
È una tappa fondamentale nella sua carriera: il segno è ormai completamente evoluto e sofisticato, sfrutta un pennello con china, o tempera, secca, che lo porta a un tratto asciutto, attento ai contrasti tra i bianchi e neri. Si palesano le influenze artistiche, per esempio il debito di riconoscenza nei confronti di Egon Schiele: l’attenzione verso la figura umana, soprattutto femminile, il tratto tagliente, le forme dolcemente spigolose.
Sclavi ha un’ottima opinione di lui e del suo lavoro, definendolo “un artista prestato al fumetto. Come lo sono stati Di Gennaro, Battaglia e Pratt. Artisti veri e completi, di grande cultura e sensibilità, che invece di fare quadri ed esporli in una mostra per pochi hanno scelto di far vedere le loro opere a tutti, contrabbandandole come fumetti”.

Il felice connubio con il personaggio e con il suo creatore porta Stano a disegnare svariati altri numeri di DYLAN, inoltre realizza i due racconti brevi che compaiono in appendice ai volumi delle ristampe cartonate Mondadori (“La bambina”, su “L’indagatore dell’incubo” e “La piccola biblioteca di Babele”, su “Gli orrori di altroquando”).
Per Lo Scarabeo disegna i TAROCCHI DELL’INCUBO (sempre con Dylan Dog protagonista) e si occupa anche di tutte le copertine e le illustrazioni dei romanzi di Tiziano Sclavi editi da Camunia.
Oltre alle copertine della serie mensile e di quelle speciali, Stano realizza quelle degli Oscar e dei volumi cartonati Mondadori.
Sue sono anche le illustrazioni legate a Dylan Dog per innumerevoli iniziative collaterali: i diari e le agende per De Agostini e Mondadori, la campagna antidroga nel 1992, il “Dylan Dog Horror Fest” (rassegna cinematografica) e le copertine di varie pubblicazioni non a fumetti (“Sette”, “Max” eccetera).

Nonostante il personaggio lo assorba moltissimo, trova il tempo per continuare a insegnare alla Scuola di Fumetto di Milano e per realizzare, tra il 1992 e il 1997, le copertine per la collana SUPER JUNIOR HORROR della Mondadori.
Per la colorazione fa uso del computer, ma con una tecnica il più possibile pittorica, emulando la tempera o l’olio. L’effetto cromatico che ne risulta è di grande impatto, con pennellate virtuali che creano una vasta gamma di sfumature.
Nel 1993 la giuria del premio Anafi gli conferisce un premio speciale per la sua attività di copertinista.
Nel 1997 riceve il premio Caran D’Ache come miglior illustratore e nel 2003 il premio U. Gianco di Rapallo.
Nel 2005 si aggiudica il premio Romics d’oro e nel 2006 il premio Cartoomics.
Continua a lavorare nella sua città d’adozione, Milano.

Davide Castellazzi
Creazione scheda: GFI, 01/03/2017
Ultima modifica: GC, 02/03/2017