Abelarda Italia, 1 Luglio 1955

Giovan Battista Carpi, autore unico

Proverbiale vecchietta terribile, energica per natura senza bisogno dell’ausilio di pozioni o spinaci, Nonna Abelarda nasce per dar forza a un personaggino dal debole carisma come VOLPETTO, creato nel 1952 da Giulio Chierchini per il settimanale genovese LO SCOLARO, e poi presente fin dal primo numero sul mensile TROTTOLINO, pubblicato dell’editore Renato Bianconi. In previsione del lancio di una testata intitolata a Volpetto, Giovan Battista Carpi, che lavora gomito a gomito con Chierchini in uno studio di Genova, suggerisce di affiancare al piccolo animale antropomorfo una “umana”, pluricentenaria ma tutt’altro che inerme, per movimentargli la vita. Ci riesce perfettamente già dalla prima avventura della coppia, in edicola nel luglio 1955. La storia si intitola "La banda «la Bott»", e mostra Abelarda che sconfigge da sola una gang criminale spedendola in carcere dopo un soggiorno in ospedale. Nella foga dei combattimenti, compaiono in questa occasione i primi fra i tanti muri sfondati che Abelarda regala ai lettori in centinaia di storie tradotte in vari paesi del mondo. Dopo essersi sistemata in pianta stabile da Volpetto, l’agguerrita nonnina diviene il centro di un’altra importante saga ambientata nel reame di Bancarotta. Il suo esordio è nel luglio 1957, in occasione del lancio del nuovo mensile SOLDINO, la cui serie portante è concepita da Carpi. Nel frattempo, Bianconi riprende anche le avventure della “vecchia” al fianco di Volpetto, affidandole soprattutto a Tiberio Colantuoni. Da allora, Abelarda vive due esistenze parallele, alle quali se ne affianca un’altra, in un breve ciclo del 1984, nel quale viene abbinata a un terzo nipotino, il biondo Pipo. Intanto, nel 1961 Carpi introduce un fratello di Abelarda, il lupo di mare Baciccia che, accompagnato da un amichevole coccodrillo da guardia, conduce lei e Soldino in una divertente serie di scorribande marinare, con pirati, mostri marini e altre insidie. Fra le testate dedicate all’energica nonnina mette conto citare anche ABELARDA (dal 1971 al 1974), FANTASTICA ABELARDA (dal 1990 al 1991) e LE AVVENTURE DI ABELARDA (1991).
Tra gli autori che dopo Carpi proseguono la saga di Abelarda, Alberico Motta crea la coppia di criminali in calzamaglia Malvagik e Crudelia, mentre sono di Tiberio Colantuoni i gangster sempliciotti Nic e Noc e il gorilla Bongo, che si esprime attraverso dei cartelli. Il più assiduo prosecutore di Abelarda è Nicola Del Principe, che realizza centinaia di storie in cui introduce anche i tre fuorilegge della Banda Neroni, e sviluppa il gatto Attila. Incredibile la fortuna di Abelarda in Francia, dove esordisce nel 1956 per conto della Société Française de Presse Illustrée (S.F.P.I.). Il suo direttore Jean Chapelle la chiama Tartine Mariol, riferendosi beffardamente alla popolare attrice Martine Carol, una bionda sensuale che non ha nessun punto in comune con Abelarda. Forte di questo aggancio, Tartine diventa subito una presenza importante ed esce in contemporanea su più testate. Tra queste “Tartinet”, che è settimanale, per ben cinque anni: un’eccezione assoluta in Francia per gli albi tascabili.

Luca Boschi
Creazione scheda: GC, 16/09/2015
Ultima modifica: GC, 16/09/2015