Topolino / Mickey Mouse USA, 13 Gennaio 1930

Walt Disney, autore unico, testi - Ub Iwerks (Ubbe Ert Iwwerks), disegni

Ha pupille enormi con riflessi triangolari, guanti bianchi, scarpe grosse “per dargli l’aria del ragazzino che indossa quelle del papà”, disse una volta Walt Disney, creatore del personaggio insieme a Ub Iwerks. Ma soprattutto ha grandi orecchie a disco disegnate in modo aprospettico, modellate sulla silhouette di una cinepresa dell’epoca, con le due bobine della pellicola bene in evidenza. Ecco il ritratto di Mickey Mouse, in Italia Topolino, una delle principali icone del Novecento riconosciuta a livello planetario, un eroe con all’attivo oltre 120 film animati per il cinema - a partire da "Steamboat Willie" -, sei lungometraggi, tre nomination all’Oscar e una statuetta assegnata nel 1932 per la creazione stessa del personaggio.
Topolino ha una personalità intraprendente e un’indole ottimista, è socievole e leale, versatile e tenace, irrequieto e spesso anche un po’ naïf.
Walt in persona gli presta la voce fino al 1947, prima di passare il testimone a Jim MacDonald, che lo doppia nella più importante trasmissione televisiva per ragazzi di tutti i tempi, il "Mickey Mouse Club", in onda sulla rete ABC a partire dal 3 ottobre 1955.
Il Topolino avventuroso, insofferente alla vita domestica e attratto dai viaggi, prende forma soprattutto nelle strisce a fumetti; le storie più memorabili si devono in gran parte al genio di Floyd Gottfredson, che le crea per oltre quarantacinque anni fino all’ottobre del 1975.
È nelle strisce che, tra le altre sue avventure, Topolino risolve il mistero del tenebroso MACCHIA NERA, entra in possesso della lampada di Aladino, finisce nella terra dei dinosauri, sfida i gangster e compie spedizioni in Africa, combatte nel West e si arruola nella Legione Straniera. Per aiutare il COMMISSARIO BASETTONI a sconfiggere il ribaldo di turno, non gli servono i muscoli di Rambo, le armi segrete di James Bond o poteri supereroici. Topolino trae le sue risorse migliori dall’intelligenza, che contrappone con successo all’arrogante brutalità degli avversari. Gentile, pieno di buon senso, carismatico con gli amici, non deve imporre niente a nessuno per trovarsi con naturalezza al centro dell’attenzione, confermandosi il leader che resta “acqua e sapone” nonostante la fama e i traguardi raggiunti.
Così, se si presenta l’occasione, Topolino vive un’avventura romantica con la fidanzatina MINNI, prova sconcerto di fronte al “pensiero laterale” di PIPPO, apre un contenzioso con PLUTO e incontra mille rivali.
“Topolino era Walt, e Walt era Topolino”, affermò un giorno il veterano del disegno animato Frank Thomas, uno dei “nove vecchi” di fiducia di Walt Disney, che lo conosceva bene. Era d’accordo con lui anche Lillian, la moglie di Walt, che a Mickey Mouse aveva dato il nome. Dopo la scomparsa del marito, confessava: “Ogni volta che vedo Topolino mi viene da piangere, perché mi ricorda così tanto Walt”.
Una leggenda vuole che per disegnare il cerchio della testa del primo Topolino, Walt Disney e Ub Iwerks si siano serviti di alcune monetine: un dollaro d’argento per un primo piano, un mezzo dollaro per un campo medio e via di questo passo. Vero o falso che sia, alla fine degli anni Trenta il tempo della geometricità è passato, e Topolino ha bisogno di un aspetto più morbido e naturale.
Il non facile incarico di dare un nuovo look al Grande Topo tocca nel 1939 all’animatore Fred Moore, che ha già ottenuto ottimi risultati col design dei TRE PORCELLINI e dei SETTE NANI. Moore conferisce a Topolino un corpo più flessibile, gli cuce addosso degli abiti alla moda in sostituzione delle braghette rosse e si concentra sullo sguardo del personaggio, sostituendo degli occhi ben definiti alle vecchie enormi iridi nere dai riflessi triangolari.
Il Topolino del rilancio è destinato a un film basato sulla partitura musicale dell’Apprendista Stregone del compositore francese Paul Dukas. Diverrà un segmento del lungometraggio "Fantasia" (1940), basato sull’interpretazione a disegni animati, con tecniche diverse, di brani musicali classici. Ma prima che anche gli altri episodi del complesso lungometraggio siano pronti, il nuovo look di Topolino si affaccia già in qualche short, a cominciare da "The Pointer" (1939), dove si reca a una battuta di caccia con Pluto.
Nelle strisce a fumetti, anche Floyd Gottfredson apporta sensibili modifiche nell’aspetto facciale e nell’abbigliamento di Topolino. La svolta avviene nel corso della storia "Topolino e Robinson Crusoe" ("Mickey Mouse Meets Robinson Crusoe"), in particolare con la strip del 22 dicembre 1938, pubblicata sette mesi prima dell’uscita di "The Pointer" nelle sale. Qualche nuovo cambio di abbigliamento avviene anche nei fumetti degli autori italiani, dove soprattutto il sensibile e prolifico Romano Scarpa approfondisce la personalità di Topolino a partire dalla seconda metà degli anni Cinquanta.
I guanti di Topolino, al pari di quelli degli altri personaggi della Banda Disney, restano gialli a lungo, almeno nella colorazione dei fumetti italiani, che conservano l’imprinting dato negli anni Trenta alle prime apparizioni di Mickey Mouse dai coloristi dell’editore Nerbini.
Secondo i modelli americani, però, questi guanti sono rigorosamente di cotone bianco: tali si presentano nei film animati e nei fumetti del resto del mondo. Perciò, ristampe di storie antiche a parte, negli anni Novanta anche i coloristi italiani si allineano con le indicazioni di oltreoceano.
Mentre nella recente produzione di storie a fumetti di altri Paesi, come la Scandinavia, gli USA e la Francia (che pure hanno i loro bravi fumettisti disneyani), Topolino recupera le braghette rosse dai grandi bottoni gialli dismesse negli anni Quaranta, look molto particolari vengono studiati per Topolino in occasione di interpretazioni speciali, come quando recita in un “film a fumetti” ispirato alla pellicola del 1942 "Casablanca", diretta da Michael Curtiz. Nella trasposizione su carta, che nel 1987 Giorgio Cavazzano realizza con la singolare tecnica pittorica della mezzatinta, vengono arruolati i principali abitanti di Topolinia. Fra questi c’è ovviamente Topolino (Mick), che indossa un impermeabile assai simile a quello che fu dell’attore Humphrey Bogart calatosi nel ruolo di Rick Blaine. Un aspetto altrettanto misterioso, con tanto di impermeabile e cappello di feltro, Topolino lo adotta nel 1999, sempre per mano di Cavazzano, quando si reca nella strana metropoli di Anderville, sospesa tra il dopoguerra e il nuovo millennio. Duro dal cuore tenero, il Topolino che opera in questa città svolge dichiaratamente la professione del detective e le sue avventure sono raccontate nella miniserie di albi che portano il titolo di MM - MICKEY MOUSE MYSTERY MAGAZINE.

Carta d’identità
Nome originale: Mickey Mouse
Disegno animato d’esordio: "Steamboat Willie" (1928), parodia del film comico "Steamboat Bill, Jr.", uscito pochi mesi prima, con Buster Keaton protagonista
Fumetto d’esordio: Mickey Mouse “He’s Going to Learn to Fly Like Lindy”, striscia apparsa sui quotidiani americani il 13/1/1930
Paternità: Walt Disney (soggetti e regia), Ub Iwerks (disegni)
Data di nascita ufficiale: 18 novembre 1928
Stato civile: scapolo, ma felicemente fidanzato con MINNI (Minnie Mouse)
Professione: aviatore, giornalista, pompiere, agente di pubblicità, musicista e molti altri lavori, fra cui detective
Cittadinanza: statunitense, del Calisota
Residenza: villetta suburbana a Topolinia (Mouseton), in via dell’Olmo (Elm Street)
Segni particolari: orecchie a sventola a forma di disco
Segni particolarissimi: Walt Disney gli dà la voce fino al 1946. Gli subentra Jim MacDonald, a cui succede Wayne Allwine
Frase famosa: “Pietro! Dov’è finita la tua gamba di legno?”
Targa dell’auto (decappottabile): 113
Primo riconoscimento: un Oscar speciale viene assegnato a Walt Disney per la creazione di Topolino il 18 novembre 1932
Primo giocattolo: un pupazzo realizzato a Los Angeles nel 1929 dal futuro animatore e regista della Warner Bros. Bob Clampett per l’azienda di sua zia Charlotte Clark
Primo libro illustrato: "Mickey Mouse Book", scritto dall’undicenne Bobette Bibo e disegnato da Albert Barbelle nel 1930
Prima apparizione in Italia: "L’Illustrazione del Popolo", marzo 1930, con Topolino emulo di Lindbergh in avventure aviatorie
Prima testata italiana: TOPOLINO (in formato giornale), pubblicato dalla Casa Editrice G. Nerbini a partire dal 31 dicembre 1932. È la prima pubblicazione che gli viene dedicata nel mondo
Prima storia realizzata in Italia: "Topolino", scritta e disegnata da Gugliemo Guastaveglia, meglio conosciuto come Guasta, il 16 aprile 1931 su "Il popolo di Roma"
Primo pupazzo pubblicitario: un gigantesco pallone gonfiabile a forma di Topolino che supera i 15 metri di altezza. Realizzato nel 1934 dalla Good Year (celebre per i suoi dirigibili), guida la parata del giorno del Ringraziamento dei grandi magazzini Macy’s di New York
Primo show televisivo: "Mickey Mouse Club", che debutta negli USA il 3 ottobre 1955
Articolo di Luca Boschi tratto dalla collana TOPOLINO STORY (RCS, 2005).
Creazione scheda: Dea Brusorio, 14/10/2015
Ultima modifica: Dea Brusorio, 16/10/2015