PROTAGONISTI  9 Dicembre 2015

Chi sono Giusto Vaglieri e Edward Bound?

Due personaggi misteriosi del mondo del fumetto

È la domanda che mi sento fare un po’ da tutti quando pronuncio il loro nome. Nessuno, o quasi, li conosce.

Chi sono Giusto Vaglieri e Edward Bound?

Eppure Giusto Vaglieri è stato l’Editore per antonomasia dei fumetti di Salgari per oltre vent’anni. E non solo. Di Edward Bound invece ci si chiede chi si nasconda dietro questo pseudonimo. Be’, intanto cominciamo a svelare un primo mistero: Edward Bound, sceneggiatore di svariate serie a fumetti, è il nom de plume di Giusto Vaglieri. Mentre di Giusto Vaglieri, con i dati in nostre mani e le testimonianze raccolte con l’aiuto di Gianni Milone e del nipote Marco Vaglieri, proviamo a tracciare un breve profilo che, come tutto quello che stiamo andando a postare su questo sito, ci auguriamo si vada a completare nel tempo.   

Giusto Wagnest ha origini autriache: un suo avo, Georg Wagnest, era giunto da Graz a Trieste nella seconda metà dell'ottocento, cercando fortuna nel commercio del legname. Il cognome della famiglia viene italianizzato in epoca fascista, quando i nomi esteri non sono graditi. L'impiegato alla anagrafe propone Vaglieri, nome di una casata nobile fiorentina ormai estinta, e la famiglia Wagnest accetta. Scrittore e giornalista, Giusto fa le sue prime esperienze professionali a Roma, nella redazione del Popolo d’Italia e in pochi anni diventa capo redattore de Il Balilla, del Supplemento del Balilla e di Gioventù in armi fino alla chiusura delle testate avvenuta nel 1943.

Nel dopoguerra si trasferisce a Milano e, grazie alla frequentazione con Omar Salgari, figlio di Emilio – che tra l’altro scriverà per lui Le straordinarie avventure di Capitan Salgari, disegnate da Aldo Torchio (Haltor) –, crea l’Associazione Salgari e la E.G.L.A., Editrice Giornali Libri e Albi, marchi con i quali pubblica settimanalmente il giornale Salgari (1946/1949) e svariate serie di Albi Salgari che porta in edicola fino al 1966.

La pubblicazione del giornale avviene in due tempi diversi. Una prima serie di 30 numeri, diretta da Anna Palazzolo, esce tra Maggio 1946 e Gennaio 1947, una seconda di 28 numeri tra Dicembre 1948 e Luglio 1949. Lo stesso Vaglieri cura personalmente, come Capitan Tempesta, la posta dei lettori “Molla il fiocco e orza la maestra!”. Mentre con lo pseudonimo di Edward Bound firma varie sceneggiature e la serie Red Bill contro l’atomica, disegnata da Alvaro Mairani (Almay).

In questo intervallo temporale in cui le riduzioni dei romanzi salgariani sono portate in edicola dalla Carroccio, Vaglieri scrive per il settimanale Incanto “La canzone immortale” disegnata da Sandro Angiolini (1947/48) e partecipa all’avventura del settimanale I 3 Boyscouts, che cambia poi testata in Condor, ed esce in 32 numeri da Febbraio a Novembre 1948. Il settimanale, edito a Milano dalle Edizioni Castello sotto la direzione prima di Bruno Bolzonella e poi di Gastone Tanzi, strizza l’occhio ai giornali popolari come Domenica del Corriere e Grand Hotel pubblicando storie a mezzatinta (avventurose e non strappalacrime) realizzate da Aldo Torchio e Rino Ferrari su sceneggiature di Gastone Tanzi, Luigi Motta e Damiano Damiani. Mentre Vaglieri, spogliatosi delle vesti di Capitan Tempesta, assume qui quelle di Capitan Folgore e intrattiene una corrispondenza con i lettori dai toni enfatici. Nel contempo con lo pseudonimo di Edward Bound scrive il soggetto, sceneggiato da E. Trevisan, di “Il talismano di Manitù” illustrato da Giovanni Benvenuti.

A Dicembre, Vaglieri riprende quindi il suo settimanale salgariano e inizia a pubblicare con Tristano Torelli la prima serie degli Albi Salgari in formato albo d’oro. Dopo questa esperienza, il sodalizio tra i due si esaurisce e sia Vaglieri sia Torelli continueranno separatamente la propria attività.

Alle testate di Giusto Vaglieri collaborano le firme più prestigiose del fumetto italiano, che riducono per immagini i romanzi di Salgari, da Walter Molino (Sulle frontiere del Far West) a Franco Chiletto (Il Corsaro Nero), da Rino Albertarelli (I misteri della Jungla Nera) a Raffaele Paparella (Il leone di Damasco), da Giorgio Scudellari (Le avventure di Simon Wander), a Mario Uggeri, Nadir Quinto, Paolo Piffarerio, Rino Ferrari e Franco Paludetti.

Dal matrimonio con Violetta Godina, nota pianista di origini slave, nascono tre figli: Maria Fausta, detta Lella, anche lei illustratrice – che sposerà in prime nozze Franco Paludetti e in seconde Carlo Porciani; Giustino detto Tino, che dopo una breve esperienza nel mondo del fumetto – firma come Junior i lavori per il padre – si affermerà con successo nel mondo della pittura; ed Emanuele, detto Manuel, valente pittore che si firma (per non essere confuso col fratello) con l'antico nome di famiglia: Manuel Wagnest.

E per ora, questo è quanto è noto intorno a Giusto Vaglieri.

Gianni Bono