GUIDA AL FUMETTO   TESTATE   LO SCOLARO (1) FACCIAMO GLI ITALIANI > LO SCOLARO > LO SCOLARO D’EUROPA

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LO SCOLARO (1) FACCIAMO GLI ITALIANI > LO SCOLARO > LO SCOLARO D’EUROPA

  • Dati
  • Note
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Anno di prima pubblicazione: 1912
n. 1 (1) 00.01.1912 n. 22 (XXXX) 28.05.1972

Codice Editore: AGI
Casa Editrice: Lo Scolaro > Arti Grafiche Iro Stringa Editore
Vic.lo S. Matteo 12 > Via Maragliano 7-3 > Via Mura di Santa Chiara 1 > Via Ilva 4 - Genova
Direttore Responsabile: G. B. Balestra > Vittorio Balestra > Iro Stringa
Autorizzazione tribunale: n.i. > GE 228 (05.07.52)

Stampatore: F.lli Pagano > Tip. Derelitti > Arti Grafiche Iro Stringa
C.so Montegrappa 3 - Genova
Distributore: n.i. > G. Ingoglia > n.i.

Periodicità: Settimanale/Bimensile > Quindicinale > Settimanale
Foliazione: 8 > 16 pgg. autocop.
Formato: 20 x 28 > 23,5 x 34,5 pm
Colore: 2 + 1 > Misto
Prezzo: Cent. 20 > vari > Lire 90

Escono più di 2000 numeri in 61 anni, divisibili in due cicli di storia della testata. Numerazione non progressiva. La cronologia si riferisce solo agli anni effettivamente reperiti.
Primo ciclo - FACCIAMO GLI ITALIANI > LO SCOLARO
Anno I/XXXVI (1912/30 luglio 1947). Numerazione non progressiva: ogni anno riprende da 1 e, fino agli anni Quaranta, di norma termina con il n. 43. La periodicità dichiarata è settimanale durante l’anno scolastico e bimensile durante le vacanze, ma talvolta in agosto esce un numero solo. Durante la Seconda Guerra Mondiale esce con periodicità dichiarata quindicinale, ma probabilmente in modo irregolare. Ogni anno la numerazione riprende da 1 e di norma termina con il n. 24. L’ultimo numero reperito è il 14 Anno XXXVI datato 30 luglio 1947.

Anno I n. 1 (gen. 1912)
Anno II n. 1 (1913) n. 14 (1913)
Anno III n. 1 (1914) n. 38 (giu. 1914)
Anno IV n. 1 (1915) n. 44 (1915)
Anno V (1916)
Anno VI n. 1 (1917) n. 39 (1917)
Anno VII (1918)
Anno VIII (1919)
Anno IX (1920)
Anno X (1921)
Anno XI n. 1 (1922) n. 26 (25 giu. 1922)
Anno XII n. 1 (7 gen. 1923) n. 37 (7 dic. 1923)
Anno XIII n. 1 (1924) n. 38 (21 dic. 1924)
Anno XIV n. 1 (4 gen. 1925) n. 43 (27 dic. 1925)
Anno XV n. 1 (1926) n. 3 (17 gen. 1926)
Anno XVI n. 1 (2 gen. 1927) n. 42 (25 dic. 1927)
Anno XVII (1928)
Anno XVIII (1929)
Anno XIX (1930)
Anno XX n. 1 (1931) n. 34 (8 nov. 1931)
Anno XXI (1932)
Anno XXII n. 1 (1933) n. 42 (24 dic. 1933)
Anno XXIII n. 1 (1934) n. 41 (1934)
Anno XXIV n. 1 (1935) n. 31 (1935)
Anno XXV (1936) n. 1 (1936) n. 34 (13 dic. 1936)
Anno XXVI n. 1 (3 gen. 1937) n. 37 (21 nov. 1937)
Anno XXVII n. 1 (9 gen. 1938) n. 40 (25 dic. 1938)

Anno XXXV n. 1 (1946) n. 24 (31 dic. 1946)
Anno XXXVI n. 1 (1947) n. 14 (30 lug. 1947)

Secondo ciclo - LO SCOLARO > LO SCOLARO D’EUROPA
Anno XXXVI bis/LXI (15 ottobre 1947/28 maggio 1972). A ottobre del 1947 la numerazione della rivista riprende da 1 e vicino all’indicazione Anno XXXVI compare Nuova serie. Fino al dicembre 1949 il cambio dell’anno avviene dopo 12 mesi, calcolati dall’inizio della pubblicazione. Dal gennaio 1950 il cambio di annata torna a coincidere con quello solare. Numerazione progressiva fino al 1949, poi ogni anno ricomincia da 1 e di norma termina con il n. 52. Nel 1952 e 1953 le uscite riportano in copertina Anno XL e XLI, ma in realtà si tratta delle annate XLI e XLII.

Anno XXXVI bis n. 1 (15 ott. 1947) n. 23/24 (23) (20 set. 1948)
Anno XXXVII n. 1 (15 ott. 1948) n. 23 (15 set. 1949)
Anno XXXVIII n. 1 (8 gen. 1950) n. 43 (1950)
Anno XXXIX n. 1 (7 gen. 1951) n. 52 (30 dic. 1951)
Anno XLI n. 1 (6 gen. 1952) n. 52 (28 dic. 1952)
Anno XLII n. 1 (4 gen. 1953) n. 52 (27 dic. 1953)
Anno XLIII n. 1 (3 gen. 1954) n. 46 (26 dic. 1954)
Anno XLIV n. 1 (2 gen. 1955) n. 46 (25 dic. 1955)
Anno XLV n. 1 (1 gen. 1956) n. 44 (30 dic. 1956)
Anno XLVI n. 1 (6 gen. 1957) n. 43 (29 dic. 1957)
Anno XLVII n. 1 (5 gen. 1958) n. 44 (28 dic. 1958)
Anno XLVIII n. 1 (4 gen. 1959) n. 44 (27 dic. 1959)
Anno XLIX n. 1 (3 gen. 1960) n. 44 (25 dic. 1960)
Anno L n. 1 (1 gen. 1961) n. 45 (31 dic. 1961)
Anno LI n. 1 (7 gen. 1962) n. 43 (30 dic. 1962)
Anno LII n. 1 (6 gen. 1963) n. 43 (29 dic. 1963)
Anno LIII n. 1 (5 gen. 1964) n. 32 (4 ott. 1964)
Anno LIV n. 1 (3 gen. 1965) n. 43 (26 dic. 1965)
Anno LV n. 1 (2 gen. 1966) n. 43 (25 dic. 1966)
Anno LVI n. 1 (1 gen. 1967) n. 44 (31 dic. 1967)
Anno LVII n. 1 (7 gen. 1968) n. 35 (10 nov. 1968)
Anno LVIII n. 1 (5 gen. 1969) n. 42 (28 dic. 1969)
Anno LIX n. 1 (4 gen. 1970) n. 43 (27 dic. 1970)
Anno LX n. 1 (3 gen. 1971) n. 43 (26 dic. 1971)
Anno LXI n. 1 (2 gen. 1972) n. 22 (28 mag. 1972)

Primo ciclo - FACCIAMO GLI ITALIANI > LO SCOLARO
“Corriere settimanale dei piccoli studenti”, esce a Genova a partire dal 1912 edito dalla casa editrice Lo Scolaro e diretto da G. B. Barletta. Oltre alla tradizionale diffusione nelle edicole, può contare su quella in oltre tremila istituti scolastici. La testata esordisce come FACCIAMO GLI ITALIANI, ma già nel 1915 diventa LO SCOLARO. Nella grafica ricorda IL GIORNALINO (S. Paolo, 1924), mentre nei contenuti è simile al CORRIERE DEI PICCOLI (Corriere della Sera, 1908). Pubblica infatti rubriche di curiosità, racconti e romanzi a puntate, articoli di argomento scolastico finalizzati al miglioramento degli studi e all’insegnamento morale. I testi sono semplici e chiari ma scarsamente illustrati da A. Lombard, Olivari, Corrado Sarri, Tilde Giacomoni, Rico Carbone, Bianco, Biscaldi. Il taglio didattico emerge soprattutto da rubriche come “La gara del comporre”, che pubblica e premia i migliori temi inviati dai lettori. In seguito vengono introdotti brevi racconti a vignette accompagnate da didascalie in rima baciata, sempre sul modello del CORRIERE DEI PICCOLI, con protagonisti ragazzini pestiferi e maldestri come TREMENTINO di Sisifo. Negli anni Trenta la pubblicazione risente fortemente delle influenze del regime fascista, d.s. abbandonando le storielle in copertina per illustrazioni a tutta pagina di fatti di cronaca sul modello della DOMENICA DEL CORRIERE e intensificando la propaganda imperiale e poi militare. La rivista sopravvive fino alla Seconda Guerra Mondiale senza grandi cambiamenti, riuscendo a resistere alla concorrenza delle popolari testate a fumetti per ragazzi quali L’AVVENTUROSO o TOPOLINO, soprattutto perché quest’ultime sono penalizzate dal regime. La numerazione delle pagine è progressiva poiché le uscite sono pensate per essere raccolte in volume alla fine di ogni anno.

Secondo ciclo - LO SCOLARO > LO SCOLARO D’EUROPA
Superata la Seconda Guerra Mondiale, dal 15 ottobre del 1947, la numerazione ricomincia da 1. La pubblicazione viene rivitalizzata dall’arrivo degli autori del settimanale FAVILLE (vedi scheda successiva), da cui eredita sia la grafica della testata, sia l’impostazione, sia le serie a fumetti firmate da Gian Battista Carpi, che realizza, tra l’altro, DINAMITE e CAPITAN BURRASCA. La periodicità è sempre quindicinale mentre il prezzo passa da 10 a 16 Lire. Durante il 1948 Carpi viene sostituito per alcuni numeri da un autore che si firma G. V. e realizza CAMILLETTO, per poi tornare con l’inedito LEO CARAMBA. Compaiono inoltre i primi cineromanzi: racconti con disegno realistico figurativo e con didascalie al piede di genere avventuroso-biografico. Proprio con un cineromanzo, intitolato “Costantino il Grande”, esordirà nel n. 18 Guido Zamperoni. Nel 1951 - scomparso il fondatore Balestra - la testata è acquistata dall’editore Iro Stringa che ne modifica il formato e ne migliora la grafica. I contenuti però rimangono più o meno sempre gli stessi, a fronte invece di un generale cambiamento nei gusti dei giovani lettori italiani. Nei nn. 1/20 ha sottotitolo “Rivista per piccoli studenti”, nei nn. 21/52 diventa “Educa, istruisce, diverte”. Tra le serie pubblicate “Le avventure di Pinocchio”, scritto e disegnato da Annamaria, “La leggenda della formica rossa”. Ben quattro le seriette di personaggi affidate a Mau: “Zeffirino Cercaguai”, “Le peripezie di Bobi”, “Le avventure di Nano Riccio” e “Romanzo di Medusetta”. Compaiono poi dodici puntate di “Storia del Dottor David Livingstone”, fumetto realistico avventuroso firmato da G. B. Carpi (nn. 11/22), autore nel 1951 anche degli otto episodi di CENCIO, di tavole autoconclusive con brevi favole classiche di Fedro. Altri importanti esordi sono quelli di Luciano Bottaro, con le tavole autoconclusive di JOE POLPETTA (nn. 47, 49 e 52); Franco Aloisi, che firma CAPITAN BOTTEGO su testi di Rigotti, SOR CAMILLO NUVOLONI, la striscia LE DISAVVENTURE DI PEO e SOGNO DI UN MERIGGIO DI PRIMAVERA. Dal n. 40 al 48, le prime tavole autoconclusive di “Storia illustrata d’Italia” disegnata da Nino. Scapinelli (Scap) pubblica in sei numeri il suo “Capitan Pirin Pan Doro”. Guido Zamperoni realizza invece “Pimpinella” (nn. 21/28) e “Doro” (nn. 23/28). Nel corso del 1952 compaiono anche “Avventura in mare”, “Fra i Ghiacci dell’Artide” di Garimbotti & Emmepì, “Ronciglione”, “Il flauto magico” ed altre brevi serie. L’anno successivo, il 1952, in copertina si alternano fumetti con didascalie e illustrazioni a tutta pagina realizzate a tempera da Carlo Parisi. Sul n. 10 esordisce Giulio Chierchini con un fumetto senza titolo, per poi proseguire con “La principessa sul Pisello”, “La vita delle bestie” e VOLPETTO. Bottaro continua per tutto l’anno JOE POLPETTA, Aloisi conclude Sogno di un meriggio di primavera, disegna ancora Le Disavventure di Peo e crea Le disavventure di parapiglia. Mau conclude Romanzo di Medusetta e Scarpelli prosegue Capitan Pirin Pan Doro. Iniziano e si concludono i classici “La capanna dello Zio Tom” (Maturanzo/Parisi), “Il Tesoro degli Incas” (Testore/Parisi), “I figli del Capitano Grant” (Maturanzo/Parisi), “L’Avventura di Giò” (Zanasi/Scapinelli), “Wolfango Amedeo Mozart”. Ferga disegna alla Jacovitti “Risatone”, Bottaro crea “I quattro suonatori di Brema”. Nel 1953 aumentano, a scapito dei fumetti, le pagine dedicate a rubriche, racconti, fiabe, sport e giochi. Anche le copertine sempre più spesso sono occupate da illustrazioni di Scudellari e Scapinelli. d.s. Vengono introdotti servizi giornalistici con foto, tra cui “Ragazzi che lavorano” e “Walt Disney il mago del disegno animato”, oltre a panoramiche sulle regioni e città italiane e articoli di carattere scientifico. Tra le serie pubblicate “Il Capitano Scott” di Scudellari (al quale vengono dedicate varie copertine) e riduzioni a fumetti di romanzi: da “Marco Polo” (Scapinelli) a “Dagli Appennini alle Ande” (Scudellari), da “I ragazzi della Via Pal” a “Don Chisciotte” (Scapinelli). Tale produzione prosegue anche negli anni successivi per mano di Parisi (“Senza famiglia”, “I promessi sposi”), di Emmepì (“Un paio di calzoni eleganti”, “Il libro della jungla”), di Monasterolo (“Ventimila leghe sotto i mari”, “I pirati della Malesia”, “La leggenda di Sigfrido”) e di Piccardo (“La Giara”, “La Piramide di Cheope”). Gli articoli giornalistici hanno un taglio didattico e si propongono di approfondire argomenti trattati a scuola come, per esempio, “Gli zingari”, “La canapa”, “Eritrea”, “La ginnastica”, “Lo zucchero”, “I pellirosse”. Compaiono ancora brevi biografie a fumetti di eroi del Risorgimento italiano e di altri personaggi, firmate da Nino Calabrò, autore tra l’altro delle lunghe serie avventurose “La pista dei Garamanti” e “La barriera del sole”. Scapinelli parte sul n. 37 del 1955 con “Il Capitano Tenner”. Nello stesso anno Giorgio Scudellari realizza “Somalia annullata” e “La linea rossa”. Fra i brevi fumetti comici, anche alcuni scritti e disegnati da Vezio Melegari, i primi funghetti di Bottaro nelle seriette “Le monellerie di funghetto” e “Aria di Natale” oltre al solito JOE POLPETTA, GIGETTO NEL CONTINENTE NERO di Chierchini, PEO E I SUOI NIPOTI di Aloisi (dal n. 37).
Sul n. 9 del 1956 per la prima volta compare in copertina una foto, quella di Papa Pio XXII, a cui viene intestato un concorso scolastico. Monasterolo firma “5 settimane in pallone”, “In Famiglia”, oltre alla serie di tavole autoconclusive “L’abitazione nei secoli”, “I grandi viaggi di scoperta”, “La nave attraverso i tempi”. Calabrò si occupa invece delle tavole tecniche come per esempio “La moda”, “La moneta”, “Il cavallo”, “La bicicletta”. Giorgio Scudellari firma due riduzioni a fumetti, dal n. 15 “Robinson Crusoè” e dal n. 25 “Le mie prigioni”. A metà del 1956 in IV di copertina si alternano PEO E I SUO I NIPOTI di Aloisi e SOR FUNGHETTO di Bottaro. Con il n. 31 del 1957 il fondino della testata non è più verde pieno ma rigato verticalmente e la gerenza con prezzo e periodicità si sposta dal basso in un box a destra affiancato alla scritta LO SCOLARO. Monasterolo è il solo disegnatore realista che firma i cineromanzi a fumetti: “A levante per ponente” (nn. 1/11), “Il Giro del mondo in 80 giorni” (nn. 12/23), “Picche ripicche” (nn. 24/30), “Bernadette” (nn. 31/52); inoltre è anche autore di tutte le copertine illustrate dell’anno. Nino Calabrò si occupa invece delle tavole storiche a mezzatinta. Completano i numeri brevi fumetti realizzati da Melegari (“Akmon il turco”). Solo nei numeri autunnali tornano in quarta di copertina il PEO di Aloisi e, sporadicamente, SOR FUNGHETTO. Con il n. 25 del 29 giugno 1958 la periodicità diventa quindicinale, escono quindi solo 44 numeri all’anno invece dei consueti 52. Lo spazio dei fumetti è ulteriormente ridotto per dare spazio a foto, rubriche (anche quella di “EuroPino” con testo e disegni di Vezio Melegari), notizie e cronaca, con quartini stampati in rotocalco. Monasterolo, copertinista, autore dei cineromanzi a puntate pubblicati e illustratore della tavola didattica presente in ogni numero, è affiancato dal solito Calabrò, titolare di mezze pagine storiche a mezzatinta e autore del lungo “La leggendaria difesa di Siracusa” (nn. 15/26), da Biscaldi, autore della serie comica FIORELLINO e PIERBANANA, che appaiono in IV di copertina, oltre a una striscia promozionale dell’olio Dante, da F. Canale, autore anche di illustrazioni tecniche e di strisce comiche come FUMETTINO e da Chin, disegnatore di TRILLO e BALUGINO. Dal n. 15 (10 aprile 1960) LO SCOLARO cambia veste grafica e torna a dare un po’ più di spazio ai fumetti. Dal n. 24 compare saltuariamente l’inserto staccabile “Europino: facciamo gli europei” stampato in verticale con disegni di Rebo, Restani e Canale. Monasterolo su testo di Pollini inizia l’annata sulla copertina con “Epopea Garibaldina” (nn. 1/14). Sempre nel 1960 si registra l’esordio di Renzo Restani, che su testo di Borghesi disegna “Buffalo Bill” (nn. 8/22) e “Vittorio Bottego” (nn. 26/34). Seguono “Le Avventure di Tom Sawyer” (nn. 14/31) di Biscaldi, “Viaggio al centro della terra” di Rodolfo Caravella, “Un martire messicano” di Monasterolo (nn. 35/44), “Ben Franklin” di Emmepì (nn. 41/43). Agli autori delle tavole autoconclusive e delle strisce comiche si aggiungono Restani con PANCETTA, Canale con PAOLETTA BOMBOLETTA, Rebo con SOGNINO. Dino Battaglia disegna la pubblicità dei Saiwa nella ottima serietta sportiva “Storie di record”. Nel 1961 Monasterolo firma “Primo giro del mondo” (nn. 1/11) e “I figli del sole morente” (nn. 4/16). Scapinelli disegna invece “Pinocchio” (nn. 1/27), “Ciuffettino” (nn. 23/42) e “Il Barone di Munchhausen” (nn. 32/42). Gazzelli firma “L’isola del tesoro” (nn. 2/18), Calabrò disegna “La disfida di Barletta” (nn. 19/33) e Soleviev “Luigi Settembrini” (nn. 39/45) e altre riduzioni a fumetti a puntate. Viene pubblicata la guida a fumetti “Conosci il codice della strada?” disegnata da Cossio. Poche le tavole autoconclusive comiche, fra cui SOGNINO di Rebo, PISELLINO di Chin e SVENTATELLA di Biscaldi. A fine anno vengono reclamizzati i volumi illustrati della “Bibliotechina Lo Scolaro”. Oltre ai soliti cineromanzi firmati da Monasterolo, nel 1962 LO SCOLARO presenta un fumetto di produzione spagnola “La vita nello spazio” (nn. 40/43) e le tavole comiche riempitive “Ometto al circo” di Gherardo/De Sogus (nn. 1/18), POLTRONELLO e CERVELLINO di Biscaldi, alcune fiabe di Scapitelli e a sorpresa ritornano CENCIO di G. B. Carpi e JOE POLPETTA di Bottaro. Esordio di Paolo Piffarerio con “Luigi Pasteur” (nn. 20/25) e “Il volo dell’aquila” (nn. 26/31) e di Dino Attanasio con “Marconi” (nn. 38/39). Zamperoni firma alcune copertine e quella del n. 33 eccezionalmente è una foto col ritratto dell’amico degli animali Angelo Lombardi, che inizia a collaborare con una rubrica. Dal n. 32 del 1963 alla testata viene tolto il filetto che la incornicia e sulla sua sinistra compaiono i volti di due nuovi personaggi comici ispirati ai PEANUTS di Schulz, NICO & CATI di Scapinelli che diventeranno le mascotte del settimanale.
Tra i cineromanzi pubblicati nel 1963 si segnalano “L’isola dei tre vulcani” di Franco Baglioni, “Michele Strogoff” di Solovjev (nn. 3/11), “Alfredo Nobel” di Attanasio (nn. 36/37), “La guerra di secessione americana” (nn. 12/35), “Le avventure di Don ­­Chisciotte” di Scapitelli (nn. 31/43), “Il cavaliere nero” (nn. 31/43), “Lindberg” (nn. 38/39), “Byrd” (nn. 40/41), “Braille” (nn. 42/43). Esordio di Gallieno Ferri con “Alì Babà e i 40 ladroni” (nn. 1/33). L’anno successivo vengono introdotte due rubriche fisse: “Luna Park” (giochi) e “Mondorotondo” (EuroPino e brevi notizie). Tra i cineromanzi pubblicati: “L’ultimo dei Mohicani” disegnato da Solovjev (nn. 1/13), “Senza famiglia” di Parisi (nn. 1/20), “Dagli Appennini alle Ande” di Scudellari (nn. 23/31), “Avanti Beltrami” (nn. 32/44), “Gli ammutinati del Bounty” (nn. 39/40). Compaiono inoltre le tavole didattiche “La Croce Rossa” (nn. 17/19) e “I diritti dell’uomo” (nn. 23/24) disegnate da Giannini su testi dell’Unesco, brevi biografie di “Abramo Lincoln”, “Bleriot”, “Rudolf Diesel” (Attanasio), “Giuseppe Mazzini” e una serie di tavole autoconclusive con “Racconti Biblici” di Restani, che proseguiranno anche l’anno successivo. Fra le serie comiche “Il Pesciolino infarinato” (nn. 21/22), “Tartarino di Tarascona” (nn. 23/31) e qualche tavola di Melegari.
Alla produzione italiana si affiancano nel 1965 fumetti avventurosi francesi pubblicati dalle Editions du Lombard e distribuiti da Opera Mundi, fra cui “Gli ammutinati del Lady Shore” e “L’uomo bianco di Solferino”. Nel corso dell’anno vengono ripubblicate alcune vecchie tavole autoconclusive dei comici già visti negli anni Cinquanta tra cui PARAPIGLIA di Aloisi, GIGETTO di Chierchini, FIORELLINO di Biscaldi, I SOGNI DI FRUGOLINO di Parisi, JOE POLPETTA e SOR FUNGHETTO di Bottaro. Questa tendenza si rafforza nel 1966, quando in copertina vengono riproposte le anacronistiche vignette con didascalie e all’interno vengono ristampati cineromanzi che risalgono a quindici anni prima: da “Le mie prigioni” (nn. 1/13) e “L’isola misteriosa” (nn. 14/38) di Monasterolo a “Gli affamati dell’Artide” (nn. 1/10), “Pirin Pan Doro” e “Gattolino”, tutti di Parisi, a “Il Capitano Scott” di Scudellari (nn. 34/43). Tra le poche serie inedite, quelle della Lombard: “Giuseppe Verdi” (nn. 15/18), “L’invenzione della S. Croce” (nn. 19/22), “Spartaco” (nn. 27/30), “Shakespeare” (nn. 31/34), “Il Corriere di Lione” (nn. 35/38). Dal n. 11 del 1967 LO SCOLARO viene stampato su patinata leggera e in rotocalco con immediato aumento delle fotografie in quadricromia. Dal n. 31 il prezzo passa da 50 a 60 Lire e dallo stesso numero la carta aumenta ancora in peso. Fin dal n. 1 NICO & CATI compaiono solo a fianco della testata ma non più in IV di copertina. Negli ultimi numeri dell’anno, in IV viene pubblicato il nuovo personaggio DOMINGO VIKINGO firmato Saint Pierre. Da qui alla chiusura, si tenterà di rilanciare la pubblicazione intervenendo sulla grafica della testata, ma non sui contenuti. Invece di commissionare nuovi fumetti si preferisce insistere con la ristampa di cineromanzi, di tavole e perfino di copertine già pubblicate in passato. Le uniche serie inedite sono quelle prodotte dalle Editions Lombard, fra cui “La tragedia del Titanic”, “Giorgio Washington”, “Pietro il grande”, “El Cid”, “Gutenberg”, “Beethoven”, quasi tutti di Aidans, e “Kipling” di Attanasio. “Tom Mix” di Funken & Duval, “Il traforo del Monte Bianco” di Step & Fédor, “Il tesoro di Tutankhamen” di Edgar P. Jacobs, “Giochi olimpici” di Duval & Torton, “Gino Bartali” di Deverchin & Colsoulle, “Byrd” e “Andrea Garnegie” di Aidans, “Bleriot” di J. Graton, “Ulisse” di Duval & Torton, “La pista solitaria” di Reding e la ristampa di una trilogia del milanese Attanasio: “Alfredo Nobel”, “Gustavo Eiffel”, “Rudolf Diesel”. Dal n. 32 del 1967, il saltuario SOR FUNGHETTO di Bottaro, cambia e diventa per la prima volta PON PON. Dal n. 26 del 1969 il prezzo passa da 60 a 70 Lire. In quell’anno sono inedite solo le tavole autoconclusive di PON PON, qualche illustrazione dello Studio d’Ami tratta dai quaderni delle Cartiere Paolo Pigna e alcune strisce di RE DI PICCHE tratte dall’omonima rivista realizzata dallo Studio Bierreci di Genova pubblicizzata in quel periodo sulle pagine de LO SCOLARO. Con il primo numero del 1970 la testata diventa LO SCOLARO D’EUROPA e si propone di informare i lettori sui fatti intonati alla pace, alla bontà e alle opere missionarie. In copertina tornano NICO & TATI, ricomparsi in IV di copertina dove si alternano a PON PON, tornato a chiamarsi SOR FUNGHETTO. Ormai da tempo lo spazio “EuroPino” è diventato “Europa Viva”, sempre con l’intenzione di unire studenti di tutte le nazioni. Tutti i fumetti comici o realistici, sia italiani sia francesi, sono ristampe. Fino al 1972, anno della definitiva chiusura della testata, gli unici racconti inediti sono “Michelangelo” e “La scoperta dell’isola di Pasqua”, entrambi delle Edition Lombard. Nei nn. 1/31 del 1971 è pubblicato l’appassionante romanzo a puntate “La scomparsa del K.N.108” di Isidoro Luigi Garibotti, già sceneggiatore di molto cineromanzi nelle decadi precedenti seguito da “Ivanhoe” (nn. 32/42): a entrambi i romanzi sono dedicate una decina di copertine illustrate da Solojan. Nel n. 22 (28 maggio 1972) si annuncia che la testata d’ora in avanti uscirà solo durante il periodo scolastico e che riprenderà le pubblicazioni dopo le vacanze, ma LO SCOLARO D’EUROPA di fatto chiude con questo numero.

Raccolte
RC1 - ENCICLOPEDIA DEI PICCOLI STUDENTI > LO SCOLARO. Alcune annate vengono rilegate dall'editore con copertina cartonata. Reperite le annate 1928 e 1934.


Volumi
VB1 - "Nico e Cati" - 20 settembre 1966 - 80 pgg. + cop. - cm. 14,6 x 19,9.


Creazione scheda: Gianni Bono, 25/04/2015
Ultima modifica: aumaldo, 10/12/2017