GUIDA AL FUMETTO   PERSONE   De Amicis Arnaldo Aldo

Arnaldo Aldo De Amicis Italia

disegnatore

1 Marzo 1904 - Roma, Italia

30 Aprile 1978 - Roma, Italia

Di Arnaldo De Amicis, nato a Roma il 1° marzo 1904, non ci sono notizie riguardanti I’infanzia o la famiglia. Da un paio di sintetici documenti su di lui, si sa che si diploma in ragioneria e trova impiego all’Atac — l’Azienda per i Trasporti Autoferrotranviari del Comune — e in seguito all’E.N.I.C., l’Ente Nazionale Italiano che dal 1935 al 1959 si occupava della produzione e distribuzione Cinematografica. Successivamente, benché autodidatta sullo specifico piano, abbraccia a tempo pieno la professione di grafico e trascorre a Parigi gli anni dal 1936 al 1940, occupandosi di differenti attività illustrative, dai settimanali ai ritratti a olio per varie personalità (e anche come ritrattista per la Croce Rossa americana). La guerra gli impedisce, fra I’altro, di accettare la collaborazione con un’importante pubblicazione sportiva americana, accompagnata dall’allettante invito a stabilirsi a New York. Tornato in Italia dalla Francia, trova lavoro disegnando per IL VITTORIOSO, dove la sua opera si affianca a quella di altre firme importanti, vere colonne del settore quali Corrado Caesar, Antonio Canale, Franco Caprioli, Carlo e Vittorio Cossio. Sebastiano Craveri, Raffaele Paparella.
Il suo racconto d’esordio è “Il tesoro di Odino”, sceneggiato da Franco Baglioni (n. 12, 15 settembre 1940) cui ne seguono altri quindici, l’ultimo dei quali è “La bandiera” su testi di Danilo Forina (nn. 32/35, 6/27 agosto 1958). Negli stessi anni Quaranta, ma poi per tutta la vita, approda insieme a una nutrita schiera di pittori al mondo del cartellonismo cinematografico affiancandosi anche qui a grandi nomi del tempo, quali Averardo Ciriello, Ercole Brini, Rinaldo Geleng, Angelo Cesselon, Luigi Martinati e altri. Per esempio, sono suoi fra i tanti i manifesti di film quali “La gIoriosa avventura” (1939), “ Campo de’ Fiori “ (1943) o, nel dopoguerra, “Fanfan la Tulipe” ( 1951), “L’amore è una cosa meravigliosa “ (1955), “L’angeIo azzurro” (1959). Benché meno noto dei suoi colleghi del tempo, lascia comunque un segno importante nella pittura cinematografica e utilizza il manifesto come una grande illustrazione di una scena compiuta, riuscendo così a colpire I’occasionale osservatore. E soprattutto elabora una tecnica personale da lui stesso considerata una specialità e un’innovazione introdotta nel campo grafico: un tipo di ombreggiatura che dà al disegno singolari effetti litografici.
È una tecnica da lui applicata anche ai suoi fumetti per IL VITTORIOSO, ossia ai suoi “cineromanzi”, con i quali aveva ripreso a collaborare col settimanale nel decennio 1948/1958. Rispetto ai colleghi, De Amicis si distingue soprattutto per la citata tecnica: a quanto appare – analizzando le sue tavole – esse sembrano realizzate disegnando con carboncino o una matita grassa, sopra una carta goffrata [resa ruvida con una particolare puntinatura] che attribuisce alle ombreggiature dei suoi disegni uno specifico aspetto, di una certa sofisticheria. La si potrebbe chiamare una personalissima e ricercata “grana”. È il “suo” stile, che non risulta attribuibile ad altri disegnatori. Dopo essersi trasferito di nuovo in Francia per un certo periodo, torna poi definitivamente a Roma, dove continua a operare come pittore e cartellonista; e dove muore il 30 aprile 1978, come risulta dalla sua scheda anagrafica presso il Comune.

Gianni Brunoro


ELENCO DELLE STORIE DISEGNATE DA ARNALDO DE AMICIS PER IL VITTORIOSO

01 - "Il tesoro di Odino"; sul n. 12 (15.09.1940); testi di Franco Baglioni. ALBI DEL VITTORIOSO (5) ALBI AVE > ALBO AVE Nuova serie. Serie I.
02 - "S.O.S. nell'Artide"; sul n. 19 (31.12.1940); indicazione mancante per i testi. ALBI DEL VITTORIOSO (5) ALBI AVE > ALBO AVE Nuova serie. Serie I.
03 - "Pietro Micca"; dal n. 23 (7.06.1941), al n. 50 (13.12.1941); testi di Enrico Basari.
04 - "Eroi d'Italia - Carlo Noè"; sul n. 3 (17.01.1942); indicazione mancante per i testi.
05 - "Eroi d'Italia - Ivo Scapolo"; sul n. 9 (28.02.1942); indicazione mancante per i testi.
06 - "Il terreno minato"; dal n. 21 (23.05.1942), al n. 35 (28.08.1942); testi di Anastasio Mariani.
07 - "Lo smeraldo del cosacco"; dal n. 6 (24.09.1944), al n. 4 (04.02.1945); testi di Renato Canestrari.
08 - "Le bande della gloria"; dal n. 18 (02.05.1948), al n. 28 (11.07.1948); testi di Piero Salvatico. Ombreggiature "litografiche".
09 - "Rangers, avanti!"; dal n. 45 (06.11.1949), al n. 52 (25.12.1949); testi di Raoul Traverso (Roudolph). Disegno "forte" e "americano".
10 - "La cascata di diamanti"; sul n. 28 (24.09.1950); testi di Raoul Traverso (Roudolph). ALBI DEL VITTORIOSO (9) GLI ALBI DEL VITTORIOSO Serie di Jim Brady.
11 - "Zona di retrocessione"; dal n. 12 (23.03.1951), al n. 23 (10.06.1951); testi di Piero Salvatico. Trionfo del puntinismo "litografico".
12 - "L'albero maledetto"; dal n. 21 (24.05.1953), al n. 29 (19.07.1953); testi di Eros Belloni.
13 - "La pista nera"; dal n. 15 (10.04.1955), al n. 25 (19.06.1955); testi di Sandro Cassone. Trionfo del puntinismo "litografico".
14 - "La spada del Nord"; dal n. 40 (05.10.1955), al n. 50 (14.12.1955); testi di Milani e Sandro Cassone. Lieve puntinismo.
15 - "Romeo di Villanuova"; dal n. 22 (03.05.1956), al n. 29 (18.07.1956); testi di Giuseppe Fort. Lieve puntinismo.
16 - "La bandiera"; dal n. 32 (06.08.1958), al n. 35 (27.08.1958); testi di Danilo Forina. Tradizionale in strisce numerate.


Bibliografia: Vitt & dintorni, n. 40, marzo 2019.













Creazione scheda: Gianni Bono, 07/04/2020
Ultima modifica: zak, 09/04/2020