GUIDA AL FUMETTO   PERSONE   Cigerza Silvio

Silvio Cigerza - G. B. Seyta - G. Galliera - Ciro - Civo Italia

disegnatore, sceneggiatore

? - Roma, Roma, Italia

Giornalista, scrittore e disegnatore è attivo nel dopoguerra nell’ambiente editoriale romano. Nel fumetto si cimenta sia nel genere comico sia in quello veristico. Collabora inizialmente con il quindicinale TAM-TAM edito dalla omonima casa editrice. Si tratta di tre albi verticali, usciti nel 1945, stampati su carta riciclata con storie firmate da Vittorio Cossio, Enzo Cassoni, Giulio Ferrari, Luigi Roveri e Gianni De Luca. Proprio in appendice al primo numero esce il suo lavoro d’esordio firmato, anche se la firma è poco leggibile, “Il mistero della stanza n. 29”. Nello stesso anno pubblica su IL GIORNALINO NUOVO dell’editore De Luigi la serie comica TOTO & TATA, I 3 MOSCHETTIERI e anche numerose tavole autoconclusive firmate Ciro. Forse un acronimo per Cigerza-Roveri, visto che le strade dei due si incroceranno per lungo tempo sia a livello professionale sia personale diventando cognati. Silvio sposerà la sorella di Roveri.
Ma Cigerza realizza anche episodi di genere avventuroso come “Un americano nella giungla”. Inizia poi una prolifica collaborazione con l’editore stampatore Giuseppe Menaglia lavorando, dal 1945 al 1948 per il settimanale CAMPANELLO - che esce come Edizioni E.N.P.I - dove si specializza in un genere western un po’ dilettantesco. Qui si firma G. B. Seyta, non sappiamo se per un omaggio allo sceneggiatore e produttore cinematografico Giovanni B. Seyta che ha legato il suo nome a film come “Cuor di vagabondo” di Jean Epstein (1936), “Ridi Pagliaccio” (1941) e “Il cavaliere del sogno” (1946) entrambi di Camillo Mastrocinque. Sue sono le copertine di CINE ALBUM, collana di soli tre albi che propongono riduzioni di celebri film come “I lancieri del Bengala”, “Beau Geste” e “Alla conquista del West” , pubblicati nel 1947 che propongono in appendice il suo JINGO IL VICESCERIFFO.
Due anni dopo la chiusura di CAMPANELLO, Menaglia dà alle stampe un albetto “La danza della morte” che, pur datato 1950, esce come supplemento al settimanale: è tutta opera del Nostro, che in copertina firma Cizerda e all’interno G. Galliera. Ancora firmandosi con questo pseudonimo, disegna due avventure di BOB KARTEN scritte da Roberto Renzi (alias R. Rhen), “Gli uomini di vetro” e “La caverna delle ombre”, (nn.11, 19.02.1947 e 12 . 26.08.1947) degli ALBI DEL DRAGO VERDE pubblicati dalla Casa Editrice Pagani a Milano. E' questa l'unica sua collaborazione al di fuori dell'area romana.
Nel 1949 presta la sua opera a IL VITTORIOSO e ai suoi albi. Suoi sono gli ALBI DEL VITT, Serie TED nn. 25 (“Nahik Ahmedan, il traditore” e 26 (“Il ribelle di Atala”) e il n. 39 (“I rinnegati” unico episodio della serie LE AVVENTURE DI JIMMY VALLI) che dimostra l’opera di un fumettista poco convincente.
Come giornalista il 19 gennaio 1947 subentra a O. Gigli alla direzione del settimanale di varietà SETTE quando la testata viene cambiata in OTTO, rimpiazzato poi da Italo Fazan.
Nel 1952 disegna per DETECTIVE, settimanale di romanzi e racconti gialli pubblicato dalle Edizioni Pegaso di Ugo Dal Buono. Lo dirige Luigi Roveri che già dagli anni Quaranta svolge attività di grafico illustratore e che poi lascerà un segno indelebile nella storia del fumetto e dell’immagine contribuendo alla realizzazione e al successo negli anni Sessanta e Settanta dell’albo attivo MIAO.
Dagli anni Cinquanta ai Sessanta la sua attività principale è quella di restauratore, diventando corniciaio di fiducia per il Senato e la Camera dei Deputati. Apre un negozio al Centro di Roma dietro Corso Vittorio Emanuele, dove restaurava anche stampe e quadri antichi, e chiamava spesso a dipingere rametti con foglie e fiori con un tocco di antichità una certa Simonetta Vitullo, moglie di Paolo Di Girolamo.
Non tralascia però il mondo dell’editoria collaborando sia con Massimo Liorni sia con il cognato Luigi Roveri. Infatti proprio sulle pagine di MIAO, nel 1965, ritroviamo Cigerza che disegna LO GNOMO, firmandosi Civo, poi ripreso da Francisco Valeriani.
Nel 1969 realizza gli stemmi dei quattro capoluoghi di provincia della Liguria posti nell’abside della chiesa di San Giovanni Battista de’ Genovesi a Roma.

Questa scheda è stata scritta da Carlo Pierannunzi il 1° agosto 2003 per "Chi era costui?", progetto mai realizzato.
Aggiornata da Gianni Bono in collaborazione con Alberto Becattini e Luca Boschi il 2 aprile 2020


























Creazione scheda: Gianni Bono, 02/04/2020
Tutor: Gianni Bono
Ultima modifica: Gianni Bono, 04/04/2020