GUIDA AL FUMETTO   PERSONAGGI E SERIE   Orazio Cavezza

Orazio Cavezza / Horace Horsecollar USA, 28 Giugno 1929

Walt Disney, autore unico - Win Smith, disegni - Ub Iwerks, disegni

Orazio compare per la prima volta nel disegno animato "The Plow Boy" del 1929.
Inizialmente è un vero e proprio cavallo con pochi riferimenti antropomorfi, viene raffigurato nel mondo dei fumetti nella striscia senza titolo di "Mickey Mouse" apparsa sui quotidiani americani il 3 aprile 1930.
A partire dalla seconda metà degli anni Trenta, Orazio conquista una nuova caratterizzazione insieme a una solida credibilità: mentre si sottrae all’influenza di TOPOLINO e cresce come personaggio autonomo, per poi fidanzarsi ufficialmente con CLARABELLA nel 1932.

Carta d'identità
Nome originale: Horace Horsecollar
Nome italiano: Orazio Cavezza
Data di nascita ufficiale: 28 giugno 1929
Paternità cinematografica: Walt Disney (soggetti e regia), Ub Iwerks (disegni)
Paternità fumettistica: Walt Disney (soggetto), Win Smith (disegno)
Disegno animato d’esordio: "The Plow Boy" (1929)
Fumetto d’esordio: striscia senza titolo di "Mickey Mouse" apparsa sui quotidiani americani il 3 aprile 1930
Prima partecipazione a una storia a fumetti italiana: "Clarabella fra gli artigli del Diavolo Nero", scritta da Federico Pedrocchi e disegnata da Enrico Mauro Pinochi, apparsa su ALBI D'ORO n. 25 del 15 aprile 1939
Prima storia come protagonista realizzata in Italia: "Orazio e il complesso del topazio", scritta da Attilio Mazzanti e disegnata da Luciano Capitanio, apparsa su TOPOLINO n. 349 del 5 agosto 1962
Primo mediometraggio animato: "Canto di Natale di Topolino" ("Mickey’s Christmas Carol", 1983), diretto da Burny Mattinson
Primo lungometraggio animato: "Chi ha incastrato Roger Rabbit" ("Who Framed Roger Rabbit", 1988), con la direzione di Richard Williams per le sequenze animate
Origine del nome di famiglia: dal collare di legno che porta al collo, la cavezza (horsecollar)
Stato civile: eterno fidanzato di Clarabella; in alcune storie italiane, come "Paperino chiromante" (di Federico Pedrocchi ed Enrico Mauro Pinochi, 1939) è sposato e convive con lei
Professione: aggiustatutto, negoziante, artigiano, commerciante, trasportatore, fotografo per un quotidiano
Cittadinanza: statunitense, del Calisota
Residenza: villetta di legno con giardino a Topolinia (Mouseton)
Segni particolari: pelo nero, narici enormi, evidente dentatura, risata equina
Frase famosa: “Lascia fare a me! Ho capito quel che ci vuole!”


Articolo di Luca Boschi tratto dalla collana TOPOLINO STORY (RCS, 2005).
Creazione scheda: GFI, 23/02/2017
Ultima modifica: GFI, 23/02/2017