ARCHIVI  27 Aprile 2018

Superman all'italiana

Riproponiamo l'accurato studio di Cesare Di Giulio del 2015 sulle censure a Superman

Pubblicato online per la prima volta nel 2015 "Manipolazioni e censure negli Albi del Falco" è un brillante esempio di saggio amatoriale che, per ricchezza di contenuti, è diventato un punto di riferimento quando si vogliono esemplificare le censure occorse, a vario titolo, ai fumetti pubblicati in Italia nel Dopoguerra

Superman all'italiana

Di recente (16 aprile 2018) abbiamo pubblicato nella sezione Edicola & Dintorni, un approfondimento relativo alle autocensure nel fumetto italiano del Dopoguerra. Mondadori è stato uno degli editori che più si è “dato da fare” per manipolare le proprie edizioni allo scopo di non urtare le sensibilità politiche presenti nel Paese. Quando si è trattato di pubblicare Superman nella collana Albi del Falco (16 giugno 1954) lo stato dei rapporti tra politica e stampa per ragazzi era particolarmente teso. Il 6 marzo 1952 era passato alla Camera dei deputati un progetto di legge del 1949 avente come prima firmataria la deputata democristiana Maria Federici Agamben che prevedeva una vera e propria censura preventiva per i fumetti che prima della pubblicazione avrebbero dovuto essere approvati da apposite commissioni provinciali.

Arnoldo Mondadori capì immediatamente gli effetti letali di una simile legge sul lavoro editoriale. "Immaginate - aveva avuto modo di riflettere pubblicamente a un convegno sul tema - cosa significherebbe in tipografia aspettare il via libera alla stampa per un fumetto da parte della commissione. E se arrivasse in ritardo o non fosse accordato? Il programma di funzionamento delle rotative, concepito per azzerare i tempi morti e massimizzare la produttività degli impianti andrebbe a rotoli. Per non parlare dei costi degli straordinari per le maestranze in attesa del fatidico ‘si stampi’ da parte di un organo amministrativo i cui tempi di lavoro non sono certamente compatibili con quelli degli stabilimenti tipografici". Un disastro annunciato, insomma. Per fortuna del fumetto, dell’editoria tutta e, permetteci di dire, della libertà di espressione, la legge Federici non venne mai approvata definitivamente al Senato a causa della naturale fine della seconda legislatura. Mondadori però aveva capito che bisognava fare qualcosa per scongiurare pericoli futuri.

Per questo qualcuno impartì ai redattori degli Albi del Falco istruzioni ben precise. Un esercito di revisori armati di sgarzino, pennelli e chine manipolò gli albi originali di Superman che nell’edizione italiana era diventato Nembo Kid. I “ritocchini” apportati sono centinaia e oggi, a più di sessanta anni di distanza, fanno decisamente sorridere. L’appassionato di fumetti Cesare Di Giulio durante un lavoro di catalogazione degli Albi del Falco inizia a imbattersi casualmente in alcune di queste manipolazioni e comincia a raccoglierle. Alla fine ne esce un corposo dossier che fa impressione, intanto per il numero di casi riportati e, inoltre, perché costituisce una preziosa testimonianza di quanto pesante sia stata l’autocensura in una parte dei fumetti pubblicati in Italia nel dopoguerra. Abbiamo chiesto a Cesare Di Giulio di raccontarci come andò:

Quando e come nasce la tua ricerca sulle censure? Eri consapevole, all'inizio, che Mondadori, insieme a Bonelli erano gli editori in quel periodo più sensibili alla richiesta di un'autoregolamentazione sui contenuti dei fumetti, per timore di peggiori censure legislative?

No, non ne ero consapevole, la scoperta è stata piuttosto casuale. Sul sito Collezionismo Fumetti si stavano indicizzando le storie contenute nella collana degli Albi del Falco e, per rintracciare gli albi da cui quelle storie provenivano e i relativi artisti che le avevano realizzate, non c'era spesso altra strada se non quella del paziente confronto di una singola storia con le tavole di molteplici storie originali. A quel punto sono cominciate ad apparire delle differenze più "sottili" di quelle derivanti dal cambio del nome di Superman in Nembo Kid (come la cancellazione delle "S" disegnate sul suo costume)…

Puoi ricordare quali tipologie di censure hai incontrato sugli albi?

Essenzialmente troviamo due tipologie di interventi: le manipolazioni suggerite da problemi tipografici, di formato, da riferimenti non comprensibili nel nostro Paese o semplicemente provocate da disattenzioni di chi ci lavorava e le censure vere e proprie che si possono a loro volta suddividere nella lotta furibonda ad ogni nudità, ad ogni bacio e ad ogni immagine ritenuta (in modo senz'altro opinabile) raccapricciante.

Che idea ti sei fatto sui motivi che hanno determinato proprio quei tipi di censure, (che a volte paiono apparentemente senza senso)?

La risposta, secondo me, si può anche infiocchettare di mille disquisizioni ma, rimanendo sullo stesso tono semiserio del "dossier", quelle "spiegabili" sono semplicemente il frutto del dover confezionare (e vendere) un "prodotto" per un'Italia bacchettona e pronta a bacchettare. Quelle "inspiegabili"… rimangono tali! A volte, evidentemente, qualche redattore particolarmente solerte si è lasciato "prendere la mano" e deve aver elaborato nella sua testa qualche (per lui) buon motivo per, che so, sostituire un cane (Krypto) che abbaiava… con un cadavere (parliamo della copertina degli Albi del Falco n. 542).

Quando e dove hai pubblicato per la prima volta il lavoro? Ci sono state evoluzioni o nuove scoperte in seguito?

Il lavoro si è sviluppato, ed è stato pubblicato originariamente, sul sito CollezionismoFumetti, creato da Claudio Gioda e Riccardo Lagasio (anche se per loro gentilezza ne figuro anche io come ideatore in home-page) e questo è il terzo e ultimo aggiornamento effettuato nel 2015. Nel frattempo, come prevedibile, altre divertenti manipolazioni sono continuate a saltare fuori (e sono state in genere documentate nelle schede del sito). Prendiamo per esempio la sopra citata copertina del n. 542 (albo funestato all'interno anche da vignette sparite perché contenevano dei scandalosi baci). Bene, su un gruppo Facebook dedicato agli Albi del Falco mi sono state fatte notare ulteriori manipolazioni che mi erano sfuggite (forse perché scioccato dalla storia del cane): cadaveri con i piedi nudi a cui erano state messe le scarpe, posizioni delle loro gambe modificate… roba insomma da far sorgere il dubbio che i censori fossero pagati a cottimo! Si tratta tuttavia di "scoperte" che, se è vero andrebbero ad aumentare la corposità delle segnalazioni contenute del "dossier", non ne modificherebbero certo sostanzialmente l'analisi . Il "dossier", inoltre, ha una struttura amatoriale molto delicata dal punto di vista informatico che fa si che anche l'inserimento di una virgola faccia impazzire formattazione e posizioni delle immagini per cui (per ora) preferisco rinunciare ad ulteriori revisioni! In cantiere, in compenso, abbiamo un lavoretto che raccoglie le malefatte effettuate durante il successivo, abbastanza terribile, “periodo Williams” e quello, più dignitoso, Cenisio di gestione degli eroi DC in Italia.

In curiosa attesa di vedere le scoperte sulle censure di Batman e soci, pensiamo di fare una cosa gradita ai frequentatori della Guida al Fumetto Italiano nel ripubblicare in allegato, in formato PDF, Manipolazioni e censure negli Albi del Falco. Ne troverete davvero delle belle. Come sempre, invitiamo infine gli appassionati che avessero qualcosa di nuovo da mostrare o da raccontare riguardo a questo tema delle censure, di contattarci. Saremo lieti di condividere su queste pagine le loro scoperte.



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